ESPERIENZE

03/05/2011

Racconto a due voci per la lingua italiana a Budapest

Dopo la conferenza europea pubblichiamo il racconto di due protagoniste: le docenti Sabina Vecchione-Grüner e Cornelia Esterl, partner del progetto vincitore della categoria speciale "Lingua italiana" dal titolo.


Reinhold Hawle (ministero della pubblica istruzione), Sabina Vecchione-Grüner e Cornelia Esterl (vincitrici), Ursula Großruck e Martin Gradl (rappresentanti dell’Unità eTwinning Austria)

  

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Budapest Panorama - t.mannelliQuando qualche amico o qualche collega, sapendomi di ritorno da Budapest, mi chiede “Com’è la città?”, devo rispondere che io di Budapest nei giorni in cui ho partecipato alla Conferenza eTwinning 2011 ho visto ben poco: posso riferire di un viaggio dall’aeroporto in taxi la sera dell’arrivo attraverso una città che mi si è presentata incantevole per i suoi palazzi illuminati e per l’atmosfera austro-ungarica che avevo la sensazione di riconoscervi; posso anche raccontare di una fugace passeggiata in centro un mattino presto, di corsa, prima dell’inizio delle attività al “Novotel”, il centro congressi sede della Conferenza eTwinning, che mi ha permesso di vedere la Basilica di Santo Stefano, nel cui interno risplendevano i mosaici ed i decori dorati, illuminati dalla luce del sole, generoso in questi nostri giorni di Budapest, che entrava dalle finestre della cupola e dalle alte vetrate. Davanti alla chiesa, sulla scalinata, una vecchina come uscita da altri tempi e da vecchie fiabe, con un lungo, logoro soprabito, un fazzoletto sul capo, un viso rugoso e mite, che avvicinava i visitatori porgendo loro un bussolotto con il quale chiedeva l’elemosina… E del Danubio, posso raccontare, delle sue sponde così ricche di edifici imponenti ed eleganti…


Ma non mi rammarico certo di aver avuto così poche occasioni di visitare la capitale ungherese; l’evento al quale ho avuto l’onore di prendere parte mi ha riempito di così tanta soddisfazione e di così tante impressioni e stimoli, che considero un bene il fatto che esso abbia assorbito quasi tutto il mio tempo e la mia attenzione. E’ stato un evento molto coinvolgente, interessante, che senz’altro mi ha arricchito come docente. Ho conosciuto molti colleghi e colleghe preparati, dinamici, intraprendenti, impegnati, ed allo stesso tempo simpatici e alla mano, un’ulteriore dimostrazione del fatto che la vera qualità in genere si tiene lontana dalla superbia. Donatella Nucci e Anna Antonini alla conferenza di Budapest - photo tmannelliMi sono sentita molto lusingata dal discorso tenuto dalla prof.ssa Anna Antonini, rappresentante dell’Accademia della Crusca, sponsor, insieme all’Unità Italiana eTwinning, del premio speciale "Lingua Italiana" conferito al progetto da me condiviso con la collega austriaca Cornelia Esterl. Di questo discorso riporto l’apertura: “Il progetto Lingue che ci uniscono, presentato e sviluppato dagli alunni del Liceo “Giosuè Carducci” di Trieste e del Liceo “Ingeborg Bachmann” di Klagenfurt è assai interessante per i risultati ottenuti e soprattutto per il lavoro che ben traspare dai risultati prodotti in rete. L’approccio veramente innovativo fa perno sulla evidente e stretta collaborazione fra gli insegnanti e i ragazzi e si giova degli amichevoli e proficui rapporti fra i componenti le due scuole. Lo svolgimento del progetto mostra, infatti, un coinvolgimento reciproco ben illustrato da scambi di lettere, foto, idee e testi di vario genere. Il cammino percorso insieme e i continui e fertili scambi hanno contribuito all’evolversi delle competenze linguistiche di pari passo con l’accresciuta conoscenza dei luoghi e degli ambienti in cui i ragazzi vivono. La condivisione della lingua tedesca ha reso partecipi entrambi i gruppi della storia della città di Trieste di cui sono stati descritti i luoghi più significativi (il Porto Franco, il Castello di Miramare, il Molo ‘Audace’, l’Acquario, Barcola), le bellezze naturalistiche, le tradizioni, i prodotti tipici (caffè Illy!), con una strategia innovativa che punta all’integrazione delle varie discipline (storia, economia, tradizioni popolari ecc.). Proprio per questo Etwinning si è rivelato uno strumento didattico efficace ed innovativo rispetto alle lezioni tradizionali….


 

E’ stato un grandissimo piacere fare la conoscenza della prof.ssa Antonini e della sua squisita gentilezza e disponibilità.

 

photo tmannelli - Album pucasa etwinning italia


 

Altrettanto entusiasta sono stata dell’incontro con i rappresentanti dell’Unità Italiana eTwinning, che hanno accompagnato la collega austriaca e me nei vari passi dello svolgimento della Conferenza ed in particolare nella preparazione e gestione del nostro workshop, regalandoci simpatia ed effettivo sostegno. Il mio grazie di cuore va a Donatella Nucci, ad Alexandra Tosi, a Massimiliano D’Innocenzo e a Tommaso Mannelli.


 

Sono state solo tre giornate, eppure così intense ed interessanti che nel ricordo e nell’archivio degli stimoli e delle emozioni vissute occupano un grande spazio. Le emozioni non sono legate solo al conferimento del premio al nostro progetto, al fatto di ricevere il dono e ringraziare di fronte a tutta quella vasta platea, ma anche alla straordinaria atmosfera che regnava nella sala del convegno, ed in generale sempre in tutte le occasioni, anche in quelle più informali, come le pause di lavoro, che davano però l’opportunità di entrare in contatto con tante persone interessanti, visitando magari gli stand dei loro progetti; l’emozione veniva dai video che sono stati proiettati sull’enorme schermo nella sala della riunione plenaria, e che raccontavano dell’amicizia fra ragazzi di paesi diversi; l’emozione è consistita anche nel sentirsi raccontare nuovi percorsi che si possono attuare nella didattica, così com’è stato il caso della presentazione straordinariamente ricca di Tim Rylands sulle grandi possibilità offerte da vari siti web utilizzabili nel lavoro con gli studenti [si veda il sito di Tim Rylands e l'articolo di Mina Mandara che ha dedicato ampio spazio all'argomento, ndr], oppure anche dell’interessante e pratico workshop di Herbert Duzler, al quale ho partecipato, sull’uso dei Wiki nelle lezioni e in eTwinning, o di quello di Bettina Zeidler sull’apprendimento interculturale.


Intervista realizzata da EUN a Sabina Vecchione GruenerE poi le interviste, una con il giornale austriaco “der Standard”, al quale la mia partner ed io abbiamo illustrato il nostro progetto, e quella video organizzata dall’agenzia eTwinning di Bruxelles ed incentrata soprattutto sulle caratteristiche di un progetto fra studenti di paesi confinanti (è possibile scaricare il video dell'intervista (file divx) che ho condiviso nelle sezione "Risorse didattiche" del Desktop eTwinning).

Questo era stato anche il tema del nostro workshop, tenuto insieme ad un collega spagnolo ed una collega francese, il cui progetto, “Tandem”, vincitore del premio speciale per la categoria “Learn the language of your neighbour” consisteva nello studio dell’eredità del latino nelle rispettive lingue.
Emozionante si può definire infine anche la cena di gala, in quel luogo così inconsueto, un museo ferroviario, e così suggestivo, con le sue eleganti carrozze ristorante d’epoca, la musica, ed i giocolieri con le torce accese….
L’esperienza di Budapest è stata per me per certi versi un po’ una fiaba (così come mi aveva già suggerito la vecchina davanti alla Basilica..), e per altri versi però una prova molto concreta delle grandi potenzialità che sono insite nell’insegnamento ai giovani, se ci si apre agli altri, se si è disposti a mettersi in gioco, ad entrare in contatto, e anche ad utilizzare ciò che di molto buono possono fornire le nuove tecnologie, se si ha voglia di giocare seriamente e di lavorare giocosamente gli uni con gli altri.

Sabina Vecchione Gruener

 

 

 

 di Sabina Vecchione Grüner

 Liceo Ginnasio Petrarca, Trieste

 

 

 

 

 

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Dal 31 marzo 2011 al 2 aprile 2011 ho partecipato alla conferenza europea eTwinning a Budapest. Era per me un evento molto particolare, soprattutto perché la mia partner eTwinning Sabina Vecchione-Grüner ed io abbiamo vinto un premio per il nostro progetto “Sprachen, die uns verbinden – Lingue che ci uniscono” per l'insegnamento della lingua italiana (nella foto il nostro stand - photo Cecile Gouzee).
Dato che avevamo anche la possibilità di presentare il nostro progetto attraverso uno stand e in un workshop alla conferenza, avevo preparato dei manifesti, fotocopie e una presentazione power point sul nostro progetto. Ero anche molto contenta di poter incontrare insegnanti da tutta l’Europa e di poter partecipare a vari workshop che mi avrebbero dato nuove idee sulla didattica.
Il primo giorno ho apprezzato molto la possibilità di conoscere anche gli altri insegnanti italiani presenti alla conferenza. Durante la presentazione dei loro progetti eTwinning ho sentito bellissime idee sui vari modi in cui si può realizzare un progetto eTwinning. Ho trovato motivanti i saluti di benvenuto da Androulla Vassiliou, commissaria europea per l’educazione, cultura, lingue e gioventù così come il discorso plurilingue del ministro ungherese Béla Kardon; un momento estremamente stimolante per i partecipanti è stata la presentazione di Tim Rylands sui vari siti web e attività per aumentare la creatività degli alunni.
Al pomeriggio venivano premiati 8 progetti europei ed è stato un onore molto grande il fatto che il nostro progetto “Sprachen, die uns verbinden – Lingue che ci uniscono” fosse fra questi progetti premiati. Questa premiazione non significa solo un riconoscimento eccezionale per tutte le persone coinvolte nel progetto, ma significa anche un grande spunto per il futuro lavoro con progetti eTwinning. Il fatto che questa premiazione sia un evento molto straordinario è stato colto anche da vari rappresentanti dell’Austria. Per questo è stata realizzata anche un’intervista a me ed alla mia partner italiana dal giornale austriaco “der Standard” la sera del giorno delle premiazioni e gli eventi della conferenza sono stati pubblicati anche dall’unità nazionale eTwinning austriaca ed anche sul sito web della scuola Ingeborg Bachmann di Klagenfurt.
Il secondo giorno ho colto la possibilità di frequentare vari workshop come “Intercultural Learning in an eTwinning Context”, “How to use video effectively” e “Learn the language of your neighbour”, in cui ho avuto anche la possibilità di presentare il mio progetto vincitore del premio. In tutti i workshop era possibile scambiare delle idee su vari progetti eTwinning e venivano presentate molte attività interessanti.
La sera c’è stata un’intervista video con cinque insegnanti provenienti da vari paesi europei, questa volta realizzata dall’agenzia eTwinning di Bruxelles. Il tema delle interviste era l’esperienza con progetti eTwinning e l’importanza di imparare le lingue. Di nuovo è stato per me un grande onore dare l’intervista e poter condividere l’esperienza eTwinning con altre insegnanti.
La cena di gala che era stata organizzata per tutti i partecipanti alla conferenza eTwinning la sera del 1° aprile è stato un vero spettacolo. Non solo come luogo (un museo ferroviario), ma anche per la cena stessa e il programma di intrattenimento (giocolieri con le torce, musica, ecc.).
L’ultimo giorno della conferenza gli alunni dei progetti che avevano vinto nelle categorie relativo l’età degli alunni hanno presentato i loro progetti. Era molto emozionante vedere il loro entusiasmo per il lavoro eTwinning e l’amicizia che è nata tra i ragazzi dai vari paesi europei. Alla fine Anne Gilleran, rappresentante dell’agenzia eTwinning di Bruxelles, ha riassunto i temi più importanti della conferenza eTwinning e una discussione plenaria sulla partecipazione di alunni nei progetti eTwinning ha chiuso la conferenza eTwinning.
Alla fine voglio di nuovo ringraziare i rappresentanti dell’agenzia eTwinning Italia e Anna Antonini, rappresentante dell’Accademia della Crusca per aver premiato il progetto “Sprachen, die uns verbinden – Lingue che ci uniscono”. La premiazione e la partecipazione alla conferenza è stata un’esperienza indimenticabile e ha già dato molti impulsi nuovi per il progetto eTwinning “Realizziamo tutti insieme una rivista scolastica – Wir erstellen alle zusammen ein Schülermagazin” che sto svolgendo quest’anno con Sabina Vecchione-Grüner.

 


Cornelia Esterl

 

 

 

 di Cornelia Esterl

BG/BRG Ingeborg Bachmann, Klagenfurt (AT)

 

 

 

 

 

 

a cura di Unità Nazionale eTwinning Italia

 

 

Da "Esperienze in valigia"

  Altri report della Conferenza europea eTwinning a Budapest:

 

- "A Budapest, scoprendo il picnic virtuale con la LIM",

di Carmina Ielpo Direzione Didattica 1° Circolo Lauria (PZ)

 

- "Tecnologie, idee ed emozioni: i lavori dei workshop a Budapest",

di Mina Mandara Scuola Media "Virgilio", Troia (FG)

 

- "Report della conferenza europea", di Brunella Lanciotti  Scuola media "Fracassetti - Betti" di Fermo

 

- "Strumenti del web 2.0 per collaborare nei progetti eTwinning. Report di Budapest", di Maurizia Mainardi Istituto Tecnico Commerciale "Rino Molinari", Santarcangelo di Romagna

 

 

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