Didattica e gemellaggi elettronici in Europa
“Arriviamo in plenaria intorno alle 15, l'intervento di Anne Looney è appena iniziato, prendiamo posto e spegniamo i cellulari... anzi no... contrordine! Accendiamoli, dobbiamo twittare la nostra risposta alla domanda “Why do you teach?”. Ma come? Proprio noi che siamo sempre a lamentarci dei nostri studenti, dei loro cellulari accessi, del loro essere costantemente su Facebook, anche durante le lezioni, proprio noi siamo qui a “spippolare”, a inviare le nostre risposte, i nostri tweet, durante una conferenza internazionale? Ebbene sì, e forse allora, già in quel momento inizia un ripensamento di tutto il nostro fare scuola, forse anche noi potremmo ribaltare a nostro vantaggio l'homo technologicus insito nei nostri studenti, e invece di perdere il nostro tempo a vietare loro i cellulari, iniziare da quelli per creare un ambiente di apprendimento più stimolante!”.
Sono sprazzi di autentico entusiasmo, come dimostra questo simpatico contributo di Luisella Mori, docente dall’ITCG “E. Fermi” di Pontedera (PI), i commenti dei partecipanti italiani alla conferenza europea eTwinning di Berlino. Spunti sinceri e appassionati, che confermano ancora una volta lo straordinario legame che accomuna gli eTwinners di tutta Europa, per una community che fa del confronto, dell’innovazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica i suoi più grandi baluardi.
Il clima? Più che positivo quello respirato all’Hotel Berlin Berlin, come ha evidenziato Carmen Criado Martin (nella foto con le partner allo stand del progetto), premiata insieme a Laura Carbonelli per il progetto “Carpe nuntium: Voilà nuestra FrItalianza” del Liceo Machiavelli di Roma: “Inizialmente eravamo un po’ preoccupate perché non avevamo mai preso parte ad eventi eTwinning. Ma il calore con cui siamo stati accolti ci ha convinto e subito ci siamo sentite a nostro agio. Anche al momento della premiazione l’atmosfera era rilassata e distesa. Abbiamo vissuto momenti di grande emozione”.
Commento meno “abbottonato” da parte di Giuseppe Venturi, dell’ITIS “Pacinotti” di Taranto (nella foto in compagnia della collega Mary Avakian) : “Sembrava una “Torre di Babele” degli insegnanti: molteplici lingue, metodologie, progetti e idee di didattica ma sotto lo stesso denominatore comune: l’entusiasmo e la voglia di comunicare le proprie esperienze e di apprendere le altrui. Sono partito dalla mia scuola di Taranto come “The lonesome cowboy” ma, a poche ore dalla registrazione, sentivo già di appartenere ad un nuovo mondo, quello degli eTwinners, e cresceva in me una piacevole sensazione di soddisfazione per il mio primo progetto “Caustic”, realizzato nel
corso del precedente anno scolastico ed approdato tra gli otto finalisti della fascia di età 12-15 anni”. L'adesione dell'ITIS Pacinotti si è concretizzata anche nella risposta positiva a contribuire attivamente ai workshop in programma, grazie all'intervento della prof.ssa Mary Avakian dal titolo "Tips for CLIPS - A step beyond CLIL" (slide in pdf
), presentato nella sessione Teacher exchange.
Emma Giurlani, dell’IIS “A. Meucci” di Carpi (MO) parla addirittura di “marea umana”, aggiungendo di aver provato “emozioni a ripetizione e anche commozione nel ricevere il saluto in tutte le lingue europee da un gruppo di bambinetti favolosamente spigliati e naturali, per niente preoccupati se facevano un errore. Credo poi che da ognuna delle esperienze presentate da colleghe e colleghi siano da ricavare spunti di riflessione e arricchimento per i futuri progetti da mettere in cantiere”.
Patrizia Roma, docente dell’Istituto Tecnico “A. Volta” di Perugia, ha definito la conferenza “una vera “full immersion”, che ha messo in risalto come eTwinning rappresenti un approccio innovativo, un approccio che consente di “smaterializzare” le pareti dell’aula per aprirsi a un’ esperienza di confronto e di crescita professionale. Essere eTwinner vuol dire sentirsi parte di una “community”, con l’approccio di chi è pronto a condividere con slancio ed entusiasmo obiettivi e strategie, ne ha rappresentato forse un simbolo l’eTwinning Meeting Point, vivacissimo punto di incontro per gli annunci, le proposte e la ricerca partner per nuovi progetti”.
La prof.ssa Roma ha presentato nel "Teacher exchange workshop-session3", insieme al suo partner di progetto spagnolo, "The Hole Puncher: A Mechanical International Project" (presentazione disponibile su Prezi). Abbiamo raccolto anche una video intervista sempre sui contenuti del progetto.
Condivisione e scambio, dunque, come aspetti fondanti dell’evento, dei quali
tutti i partecipanti italiani sembrano aver fatto tesoro. “Oggigiorno non è più possibile insegnare da soli, senza confronto con gli altri” - ha dichiarato Agnès Picot, insegnante del Liceo Scientifico “T. C. Onesti” di Fermo (AP) - . “Quante opportunità si perdono quei docenti attaccati al loro insegnamento tradizionale, i quali non si relazionano con i loro simili di altri Istituti dello stesso paese o di altre nazioni? Un docente che non abbia la possibilità di confrontarsi, perde la possibilità di autovalutarsi in modo corretto e di migliorare il proprio operato”.
Anche la prof.ssa Picot ha collaborato in prima persona al Teacher exchange workshop (sempre nella terza sessione), illustrando le diverse tappe che l'hanno condotta a realizzare un progetto dedicato allo sviluppo sostenibile "L'école rencontre le territoire-Pour un développement durable" (slide della presentazione
)
Sulla stessa linea Laura Ruggiero, dell’Istituto “L. Da Vinci” di Figline Valdarno (FI), che ha sintetizzato così la sua esperienza: “Si è avuta la certezza che eTwinning rappresenti una progettualità che rivoluziona il modo di insegnare, uscendo dallo spazio della classe, dai tempi della didattica, per andare oltre il libro di testo e utilizzare anche la tecnologia informatica per costruire insieme conoscenze. Dal confronto con gli altri colleghi ho avuto conferma che esiste un comune desiderio di aggiornarsi per migliorare e rinnovare il metodo di insegnamento e la didattica ma soprattutto per fare in modo che gli alunni si sentano stimolati a costruire con creatività il loro sapere”.
"Solo un lavoro attuato in equipe può aiutare realmente a fare crescere e maturare gli alunni - ha infine aggiunto Domenico Marino, premiato per "Journalistes en herbe" con il titolo di miglior progetto in francese 2012 - nonchè dare a noi docenti, che li abbiamo "pazientemente" seguiti, la soddisfazione che il lavoro che facciamo in classe non serve solo ed unicamente a mettere un voto sull’apprendimento di un dato contenuto, bensì ha un effettivo valore perchè contribuisce ad orientare gli alunni verso un nuovo modo di pensare l'azione didattico-educativa e la loro crescita personale".
Di seguito tutte le relazioni dei docenti italiani presenti alla conferenza:
Agnes Picot - Liceo Scientifico "T. C. Onesti", Fermo
Annalisa Di Pierro - ITCG "Enrico Fermi", Pontedera
Luisella Mori - ITCG "Enrico Fermi", Pontedera
Hauke Lessman - IIS Meucci, Carpi
Emma Giurlani - IIS Meucci, Carpi
Miria Muzzioli - IIS Meucci, Carpi
Laura Ruggiero - Scuola media "L. Da Vinci", Figline Valdarno (FI)
Rossana Maglia, Liceo "Anguissola", Cremona
Maria Bondanese - Liceo "Anguissola", Cremona
Giuseppe Venturi - Itis Antonio Pacinotti, Taranto
Mary Avakian - Itis Antonio Pacinotti, Taranto
Patrizia Roma, Istituto Tecnico "A. Volta", Perugia
Antonella Pignatelli, Istituto Tecnico "A. Volta", Perugia
Susanna Capalbo, 3° Circolo didattico Corigliano Calabro (CS)
Carmen Guidetti, 3° Circolo didattico Corigliano Calabro (CS)
Domenico Marino, Istituto "G. Familiari", Melito di Porto Salvo (RC)
Carmen Criado Martin, Liceo "N. Machiavelli", Roma
Lorenzo Mentuccia