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30 ottobre 2015

Conferenza europea 2015, tra cittadinanza attiva e la nuova generazione eTwinning

Il report dell'evento principale del mondo dei gemellaggi elettronici svoltosi a Bruxelles dal 22 al 25 ottobre 2015

di Lorenzo Mentuccia

La Conferenza europea eTwinning 2015, svoltasi a Bruxelles dal 22 al 25 ottobre, è stato l’evento che ha celebrato a livello europeo i 10 anni dell’azione, con oltre 500 insegnanti provenienti da tutta Europa. Il tema di quest’anno riguardava “cittadinanza attiva e comprensione interculturale”, argomento attuale e delicato che Anne Gilleran, Pedagogical Advisor dell’Unità centrale eTwinning, ha subito introdotto all’apertura dei lavori, dando il benvenuto ai partecipanti e, dopo aver mostrato le immagini dei festeggiamenti nei vari paesi durante l’eTwinning Day del 7 maggio, avviando gli interventi in plenaria.

Si sono susseguite sul palco, Joëlle Milquet, vice presidente della Federazione della Vallonia e Ministro dell’ educazione, cultura e infanzia, la quale ha sottolineato l’importanza del ruolo degli insegnanti svolgono nel promuovere la comprensione interculturale e la tolleranza, e Martine Reicherts, direttore generale Education and Culture alla Commissione Europea, che ha ribadito come i gemellaggi eTwinning rappresentino delle risorse fondamentali per confrontarsi con l’altro e comprendere quanto le loro capacità applicate in concreto possono fare la differenza per il loro futuro e, di conseguenza, per il futuro di tutti.

Spazio poi ai keynote speakers, con David Kerr, presidente di Citizenship Foundation e docente dell’Università di Bristol, che si è concentrato sul tema della cittadinanza attiva, specificando che “Ci sono altri aspetti in materia di istruzione oltre al programma di studi che hanno bisogno di essere affrontati“. Kerr ha spiegato che in una società sempre più veloce come quella moderna, sono soprattutto i giovani cittadini che devono essere consapevoli di problemi attuali come il riscaldamento globale, la migrazione dei popoli, la democrazia in Europa, la lotta contro la violenza e l’estremismo, il capitalismo e l’occupazione globale. Oltre a questi problemi, Kerr ha sottolineato che ci saranno nuove sfide che i giovani dovranno affrontare, sfide che richiederanno una risposta globale, e che pertanto il concetto di “Global Competence” è salito di importanza nell’agenda dei decisori politici. “Invece di chiedere che tipo di sistema di istruzione abbiamo bisogno, dobbiamo chiederci che tipo di società vogliamo”. L’interesse dei giovani per la politica e come si sviluppa nel corso del tempo secondo Kerr, il quale ha spiegato come le scuole abbiano un ruolo fondamentale nei giovani non solo per l’apprendimento, ma anche per affrontare temi qustioni sociali come appunto la cittadinanza attiva, ed ecco che “eTwinning costituisce una fantastica opportunità di condivisione su questioni comuni che riguardano tutti”.

Con il tema “Pensare globalmente, agire localmente”, il secondo keynote speaker, Raffaele Salinari, medico, presidente dell’associazione Terre des Hommes e docente presso l’Università di Bologna, ha espresso un discorso incentrato sulle problematiche della globalizzazione. Salinari ha condiviso alcune delle sue esperienze da missioni in tutto il mondo come medico, concludendo come situazioni ed esigenze siano universali e che non c’è “nord” senza un “sud” e che tutte le persone in tutti i luoghi della terra hanno qualcosa da dire e fanno parte dello stesso nucleo. “Non vi è alcuna gerarchia in una sfera, in un globo. Non è come un triangolo in cui la gerarchia è chiara. Gestire un globo è difficile, è necessario trasformare una mappa bidimensionale in una sfera“. Salinari e ha sottolineato l’importanza del ruolo che gli insegnanti svolgono nel creare il mondo di domani: “Le nuove generazioni avranno a che fare con problematiche globali e magari capire come gestire meglio le relazioni all’interno del nostro globo, si tratta di problemi di cui oggi si parla poco ma che domani saranno sicuramente da affrontare. C’è bisogno del coraggio degli insegnanti e della scuola, c’è bisogno di pensare fuori dagli schemi e di opinioni orientate alla multiculturalità e all’ascolto dell’altro, al fine di cambiare davvero il mondo che ci circonda“.

 Dopo l’attività di formazione, con oltre 50 workshop che hanno visto ipegnati i partecipanti per tutta la seconda giornata (dettagli dei workshop nel programma). La parte conclusiva è stata dedicata a quella che viene definita la “Generazione eTwinning”, con gli interventi di due ex alunni eTwinning, adesso poco più che ventenni: Lotte Willekens e Gil Sousa, accompagnati dalle loro insegnanti, rispettivamente Marie Leet Bens e Teresa Lacerda.

I due ragazzi hanno spiegato come eTwinning abbia influenzato le loro scelte professionali, soprattutto perché ha fatto in modo che le materie affrontate nei progetti venissero “messe in pratica” in concreto con i partners, per risolvere problemi di comunicazione attraverso al lingua ed il lavoro nei progetti. “eTwinning non è fare lezione su un libro, ma è un’attività reale”.
Gli ex-alunni hanno sottolineato come eTwinning “apre la mente ad esperienze nuove e non ti fa tornare indietro una volta rotto il collegamento”. Questo vale sia dal punto di vista degli alunni ma anche da quello dei docenti, che hanno entrambi spiegato come: “L’impatto di eTwinning sta nel coinvolgimento che riesce a dare ai ragazzi, migliorando quindi i risultati del lavoro in classe e aiutando a riscoprire la passione per il proprio lavoro di educatore, permettendo inoltre la condivisione di idee e quindi un arricchimento professionale e umano”, ciò nonostante “ci sia bisogno di maggiore supporto a livello ministeriale e dei dirigenti scolastici per permettere a queste metodologie di attecchire in pianta stabile nei sistemi scolastici e non restare vincolati a iniziative dei singoli docenti”. I due ex alunni hanno infatti confermato come sia “fondamentale il ruolo dell’insegnante come motore per attivare la nuova didattica dei gemellaggi eTwinning e partire verso un nuovo modo di pensare al di fuori degli schemi”. In altre parole: thinking outside the box!

 

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