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Editoriale

Italia prima della classe al premio europeo etwinning. Note dalla conferenza 2008

Premiate le tecnologie e il coinvolgimento degli studenti, ingredienti che mediano il dialogo scuola e giovani.


4 aprile 2008

logo European Year for Intercultural Dialogue 2008

Un importante risultato per l’etwinning italiano, o per meglio dire due risultati importanti in uno. Innanzitutto, quello conseguito sul palco della terza conferenza europea etwinning, lo scorso 14 marzo, dove sono state proclamate vincitrici due scuole italiane per la categoria dai 15 ai 19 anni Secondo risultato importante: l’aver premiato due progetti che hanno saputo valorizzare lo spirito di iniziativa e la creatività degli studenti rendendoli protagonisti del loro processo di apprendimento. Un tema questo particolarmente caro all’etwinning che corrisponde in pieno alle riflessioni con cui il commissario europeo Jan Figel ha aperto, come ormai consuetudine, la Conferenza: la curiosità e il senso dell’altro è il valore aggiunto degli scambi che il gemellaggio elettronico istituisce, costruendo attraverso il lavoro di gruppo e le modalità di lavoro collaborativi il senso più concreto di un’identità europea multiculturale.


La formula italiana per vincere:

tecnologie + studenti = progetti scolastici da premio!

Il progetto Planét @dos , primo classificato, è un viaggio attraverso il “pianeta adolescenti”, accomunati da una francofonia reale o in fase di costruzione. Il progetto coordinato da Marina Marino, docente di lingua francese del Liceo Scientifico “F. Cecioni” di Livorno, è stato premiato dalla giuria europea perché si tratta di “un progetto ricco, nel quale i giovani non solo hanno imparato molto gli uni dagli altri, ma hanno anche espresso le loro opinioni in maniera creativa con una grande varietà di mezzi di comunicazione, fra cui cartoon, blog e podcast”. Al secondo posto, Facciamoci noi lezione!, un modo alternativo e estremamente creativo che gli studenti stessi hanno immaginato per insegnare/imparare le rispettive lingue materne tra Italia e Germania. Coordinato da Paola Ferrera, docente di lingua tedesca all’IIS Majorana – sez. commerciale “Marro” di Moncalieri, è anch’esso dedicato alle tecnologie più attuali affidate agli studenti per farne strumenti del loro apprendimento. Questo il giudizio dei giurati: “Un ottimo uso delle tecnologie moderne per servirsi degli strumenti di social network e, al stesso tempo, analizzare le tematiche a esse legate”.
Per conoscere meglio le attività correlate a questo gemellaggio italo-tedesco l’invito è all’ascolto di radio etwinning, la webradio del progetto.

La Cerimonia di premiazione ha rotto la tensione altissima dell’attesa che da oltre un mese teneva sul filo tutti i finalisti (guarda la lista completa dei vincitori), aprendo poi i lavori della conferenza che come consuetudine hanno offerto l’occasione di un approfondimento sulle tecnologie del gemellaggio elettronico e i suoi risultati.




Voci e riflessioni dalla Conferenza eTwinning di Bucarest

Con oltre 400 partecipanti da tutti i paesi europei la Conferenza etwinning è sempre un appuntamento di festa, ovunque si svolga, quali che siano le condizioni climatiche e geografiche, qualunque sia il filo tematico scelto per i molti seminari in parallelo attraverso cui si articolano i lavori, e di più se, come nel caso di questa edizione, il tema è quello della promozione del dialogo interculturale. Anche se si tratta di lavorare insieme, in gruppo per contribuire allo sviluppo del gemellaggio elettronico, con i propri spunti, il proprio bagaglio di esperienze le difficoltà incontrate e quasi sempre superate.
E’ comunque assicurata, la gioia di trovarsi insieme per tre giorni a condividere le riflessioni del lavoro quotidiano che conducono, spesso in modo solitario e tra molti ostacoli, nelle loro classi.

docenti italiani alla conferenza etwinning 2008-foto gruppoCome abbiamo detto per l’Italia quest’anno erano molte le ragioni per tenere alto il morale.
Oltre alla vittoria, possiamo vantarci senza falsa modestia di aver avuto il numero più alto di visite allo stand che insieme ai progetti portava letteralmente il sapore dell’Italia con le mille specialità regionali che i docenti italiani hanno gentilmente portato in dono. E infine proprio loro, i 20 docenti che hanno accolto l’invito a rappresentare l’Italia a Bucarest, una delegazione particolarmente entusiasta selezionata tra tutti i rappresentanti di progetti candidati al premio etwinning 2008.
Una delegazione italiana attenta e curiosa verso la molteplicità che ha animato la conferenza. Docenti che forse per essere alla loro prima esperienza europea hanno mantenuto alto l’entusiasmo che avevano dalla prima chiamata di convocazione. Nonostante i piccoli inconvenienti logistici, la non conclamata amenità della città, la stanchezza di tre giorni intensi di scambio e di lavoro hanno seguito con passione i lavori della conferenza dalla plenaria ai lavori dei workshop in parallelo dedicati a quattro temi:

  • Strand 1. eTwinning per strumenti

  • Strand 2. Modelli di collaborazione (a cura dei vincitori e secondi classificati del premio eTwinning)

  • Strand 3. L’intercultura nei progetti di gemellaggio elettronico

  • Strand 4. Il tuo etwinning: sviluppare condividere idee sulla comunicazione attraverso il portale e gli aspetti pedagogici correlati ai progetti di gemellaggio

  • Strand 5. Risorse educative per eTwinning



Ecco le loro impressioni:

Keynote Speech (sessione plenaria): Prof. Professor Sugata Mitra dell’Università di Newcastle upon Tyne

Sugata MitraIl Professor Mitra dal 99 al novembre del 2003 ha condotto vari esperimenti in molti stati dell’India sia in zone rurali che urbane. L’esperimento è stato condotto per ben 23 volte ed è noto sotto il titolo The hole in the Wall e The Kalkaji Experiment. Con questo ha voluto dimostrare che, ad esempio, la lingua straniera non è una barriera e che i ragazzi possono imparare gli uni dagli altri. Basta che uno qualsiasi abbia una qualsiasi nozione gli altri ne possono approfittare. Per esempio ha fatto installare un computer con connessione a interne nella piazza di un piccolo villaggio rurale e ha aspettato la reazione. Poco per volta i ragazzi si sono avvicinati e anche se non conoscevano la lingua inglese, aiutandosi gli uni con gli altri dopo un po’ di tempo sono riusciti a navigare.
Perfino una tesi successiva, se cioè i ragazzi Tamil possono imparare da soli materie complesse come la biotecnologia, ha dato un risultato positivo. Infatti ritornando 2 mesi più tardi nella scuola dove era stato dato ai ragazzi il compito di fare ricerche sul DNA, tutti avevano risolto brillantemente il compito. Una ragazza, messa in minoranza dai suoi coetanei maschi che intendevano escluderla dall'esperimento, ha attivato anche strategie diverse: telefonare a un suo parente, che sapeva aver studiato, chiedendogli "zio, mi sai dire in poche parole cosa vuol dire D -N -A?. Un esperimento analogo è stato fatto anche in una scuola inglese, dove la maggior parte degli alunni lavorava in gruppo. Dove qualcuno (per svariate ragioni) ha lavorato da solo e non ha avuto dei buoni risultati. Quindi il Professor Sugata afferma che non ci vogliono tanti computer, ne basta a volte uno e i ragazzi lavorando in gruppo “imparano facendo” e la lingua straniera non è più una barriera. Il ruolo dell’insegnante è anche completamente diverso: è un “facilitatore”. Più o meno sono le stesse modalità che ho usato io nei miei progetti. Il team era composto dai ragazzi, dal tecnico di laboratorio, dalla mia collega di lingua inglese e da me. Date alcune indicazioni di base i miei alunni hanno lavorato liberamente organizzandosi tra di loro ed elaborando idee. Noi adulti eravamo considerati come dei “consulenti” ai quali si rivolgevano solo se sorgevano delle difficoltà.

di Monica Gastaldi,
ISS "Giovanni Falcone", Loano (SV)

Sono rimasto affascinato dall'intervento del Prof. Sugata Mitra a riguardo di come la creativita' e il gioco siano strettamente correlati e che il gioco possa essere un modo per arrivare alla creativita' collaborativa. Ritengo che il suo progetto "Hole in the Wall", possa stimolare i nostri allievi e noi docenti ad esplorare le nuove tecnologie in modo veramente creativo. Il messaggio finale del Prof. Mitra che ha lasciato un segno e' stato quando ha asserito che i ragazzi possano imparare tanto, se noi li lasciamo fare e se sono stimolati a farlo. E' facile ma anche difficile. Penso che dipenda molto dalla nostra collaborazione. Il Prof. Mitra mi ha fatto riflettere su alcuni punti: il nostro ruolo di insegnanti e genitori, e principalmente di pensare ad uscire dai vecchi schemi del nostro insegnamento. Sono stato molto felice di aver preso parte alla conferenza per diversi motivi: era la mia prima volta ad una conferenza simile; mi sono sentito parte di qualcosa che possa mettere in movimento un unico progetto per la collaborazione tra diverse scuole che condividano lo stesso obiettivo: cioè la crescita dei nostri allievi, imparando a capire e rispettare la diversita' e arricchire la loro formazione con materiale originale creato da studenti provenienti da altre realta', confrontando le differenze culturali ma anche raffrontando le proprie similarita'.

di Reno Simonetti,
Liceo Scientifico "G. Berto", Vibo Valentia

Strand 1. eTwinning: Strumenti per la collaborazione

Questo workshop era dedicato agli strumenti che possono incentivare e coadiuvare la comunicazione in eTwinning, oltre che il lavoro del progetto. In particolare sono stati presentati due strumenti che pur essendo esterni alla piattaforma sono ormai utilizzati con successo da molti progetti Flashmeeting (videoconferenza), Magazine Factory (web magazine). Inoltre sono stati dati spunti per la realizzazione di blog e podcasting.

Gli eTwinners sanno che molta attenzione è stata rivolta, fin dall’inizio, agli strumenti da utilizzare per mettere in atto il gemellaggio, diremmo virtuale, meglio elettronico. Internet si propone come naturale veicolo dei progetti, ancor più ed oltre le produzioni di tipo multimediale su media che vorremmo definire statici (cd-rom ad esempio). La piattaforma etwinning, con il suo desktop e lo spazio dedicato al gemellaggio, il TwinSpace, servono egregiamente allo scopo. L’uso delle TIC viene fortemente incoraggiato a prescindere da modalità d’uso a volte non immediate: primo fra tutti, penso alla chat, che permette l’interazione diretta tra i partner. Nel tempo, dal momento che gli strumenti informatico-elettronici invecchiano molto rapidamente e molto rapidamente se ne rendono disponibili nuovi e più potenti, sono state aggiunte ulteriori opzioni (photo galleries). Mi sono sempre chiesto perché non fosse ancora inserito uno strumento ancor più potente per lo scambio di idee, informazioni: la videoconferenza. Per questo ho deciso di seguire questo workshop sugli strumenti esterni per eTwinning. [leggi tutto l'articolo]

di Danilo Nardi,
IPIA, Sassari

Le TIC mettono a disposizione delle scuole risorse che fino a pochi anni fa era impensabile anche solamente immaginare. Per questo si è pensato di fare svolgere la sessione in un aula allestita con computer a disposizione dei partecipanti, affinché tutti potessero provare con esemplificazioni di progetti la portata innovativa degli strumenti informatici. Software di diverso tipo, e di ogni tipo, si rivelano preziosi mediatori nell’apprendimento; ma è necessario che essi siano opportunamente inseriti nella progettazione didattica del docente. Sono stati presentati progetti che contengono una potente carica innovativa, utilizzando tipologie diverse di interazione quali la redazione online di una rivista web (il magazine factory: facile e divertente strumento editoriale), podcasting (per organizzare online documenti audio), flashmeeting (con cui diversi utenti possono incontrarsi in un meeting in linea), per arrivare al più conosciuto e usato blog. I "tools" ,infatti, aprono spazi inimmaginabili alla didattica e rendono possibile, immediato e continuo lo scambio dei materiali prodotti in classe.

di Virgilio Iandiorio,
IIS Pietradefusi

Strand 2. Modelli di collaborazione

I progetti premiati si raccontano In questo strand si sono alternati gli interventi ci presentazione dei progetti che si sono classificati al primo e secondo posto per le 3 categorie di età (4-10, 11-14, 15-19 anni) e per la categoria delle scienze

Chi tardi arriva... A Bucharest ho ovviamente partecipato al workshop “Models for School Collaboration “poiché dovevo presentare il mio progetto. Dato che non avevo spostato l’ora del mio orologio sono entrata nella sala pensando di essere in largo anticipo e di avere ancora del tempo per discutere alcuni dettagli con la mia partner e per effettuare alcune prove tecniche. Viceversa sono stata scaraventata sul palco perché era già il mio turno: così sia per la vergogna sia per la precipitazione ho parlato senza guardare in faccia il pubblico, quindi ho passato il resto del workshop rimuginando sulla mia dabbenaggine senza ben realizzare cosa avveniva intorno a me. Solo al ritorno da Bucharest ho trovato una email di Sylvia Binger che chiedeva a tutti i relatori una copia della presentazione da mettere online dato il successo che aveva avuto il nostro workshop: la sala era quasi piena! Questa notizia mi ha un po’ sollevato dalla mia magra figura e mi ha confortato sulla bontà del mio operato: infatti il pubblico avrebbe potuto scegliere altri workshops, ben più interessanti, che si svolgevano in concomitanza al nostro. Non ho purtroppo constatato lo stesso interesse durante le ore trascorse nell’exhibition area riservata ai finalisti dove ci giungeva l’eco delle allegre risate dalla sala accanto. Infatti quasi tutti i partecipanti alla conferenza erano , ovviamente, attratti dagli stand “enogastronomici “ dei vari paesi europei contro cui i nostri progetti - ahimè! - non potevamo certo competere ! Forse la prossima volta sarebbe meglio includere anche i finalisti in un'unica sala per evitare che si sentano esclusi dal resto della festa… A parte il senso di solitudine non sono comunque state delle ore sprecate perché la mia partner ed io abbiamo comunque potuto parlare, in pace ed una volta tanto in presenza, di tante cose.

di Paola Ferrera,
IIS Majorana- sez. Comm.le Marro, Moncalieri

Vorrei segnalare lo strand n.2 “Models for Schools Collaboration prize winners” che ha permesso di apprezzare i progetti premiati e, allo stesso tempo, marianiha dato l’opportunità di scambiare le relative esperienze e buone pratiche didattiche con gli altri insegnanti. L’incontro è stato coinvolgente e propositivo; ha creato entusiasmo e ha stimolato la nascita di idee nuove sulle quali costruire un progetto didattico semplice, accattivante per gli insegnanti e, in particolar modo, per gli alunni. E’ proprio la semplicità, la originalità e la scansione dettagliata dell’idea progettuale che permette di trovare facilmente partner disposti a collaborare.

di Antonella Mariani,
Ist. Comprensivo "San Pietro Celestino", Isernia

Bucarest è stata la mia prima esperienza ad una conferenza internazionale e certamente posso concludere che si è trattato di un’occasione ghiotta di confronto, sebbene fosse necessario ritagliare questi momenti all’interno di un programma abbastanza intenso. Per questa ragione, i seminari che ho apprezzato di più sono stati quelli in cui sono stati presentati i progetti vincitori, anche perché il fatto di rendersi conto della loro (talvolta) assoluta semplicità dà fiducia a tutti noi di poter forse ottenere un risultato altrettanto valido con un futuro progetto. Di certo, fare la conoscenza di tanti colleghi attivi, curiosi e creativi mi ha motivato, come pure è consolante sapere che tutti ci troviamo ad affrontare gli stessi problemi all’interno delle nostre scuole.

di Paola Norbiato,
Liceo Scientifico "Einstein", Milano

Strand 3. Il dialogo interculturale nei progetti eTwinning

Le opportunità della dimensione interculturale sono molte per eTwinning, le modalità di lavoro e i comportamenti all’interno delle dinamiche di gruppo in un contesto internazionale possono arricchire e determinare il successo dei progetti.

La relazione forse più interessante cui ho assistito è stata quella di Micheline Maurice: “Les points clés de la pédagogie à distance dans le cadre d’eTwinning avec des propositions concrètes de scénario set d’itinéraires des projets interculturelles” nello strand dedicato all’Intercultural Understanding in eTwinning. In francese, e questo giustificava forse la scarsa presenza di pubblico paragonato ad altre sessione, tutte in inglese. Davvero avvincente secondo me. Coinvolgente anche per il carisma dell’oratrice. Prima di tutto sottolineava un punto chiave individuato a ripetizione da molti che hanno presentato i progetti: “la production coopérative dois être délimitée et SIMPLE”. Poi metteva in risalto in maniera estremamente chiara come la cooperazione debba essere davvero condivisa. Per esempio – ribadiva – se due scuole A e B collaborano ad un progetto, la scuola A deve inviare alla B non la propria ricerca su sé stessi (o qualsivoglia ricerca possa svolgere alla sua estremità) ma debba invece inviare dati grezzi che verranno “tradotti, trascritti, interpretati e composti” dalla scuola B. Vera chiave di volta per implicare gli allievi delle due scuole in un progetto davvero eTwinning.

di Riccardo Andreoli,
Secondaria I grado, Saletto-IC Megliadino S.Fidenzio

Strand 4. Il tuo eTwinning

I partecipanti erano chiamati a dare il loro contributo sugli strumenti eTwinning (The eTwinning Portal), sull’aspetto pedagogico (Pedagogical dimension in eTwinning) e sull'aspetto comunicativo in eTwinning (Communicating in eTwinning): Quali modelli pedagogici da attuare e quale piano di lavoro per ottenere la massima ricaduta sulla didattica tradizionale? Come creare e sostenere una corretta comunicazione nel corso del processo di scambio?

Ricomincio da Bucarest! Cosa ho trovato a Bucarest: rinnovata energia, indispensabile supporto, e una nuova partecipata identità. Innanzitutto una nuove energia, sia nella gestione dei progetti che nella consapevolezza di appartenere non più ad una categoria più o meno ristretta di lavoratori, è derivata dalla partecipazione allo Strand 4 - The eTwinning Portal. Qui, la presentazione del nuovo portale ci ha mostrato come a partire dal prossimo anno scolastico, lo spazio eTwinning potrà essere quasi onnicomprensivo perchè arricchito di una nuova veste che, se da un lato non necessiterà di supporti esterni per rendere fruibile nel miglior modo possibile la propria visibilità, dall’altro contribuirà a rendere il mondo eTwinning una vera e propria community dove scambiare progettualità differenti nonché la propria voglia di essere docenti in modo diverso. Questo ha completato lo strand 3 che con la presentazione di strumenti per videoconferenza e giornalino web ha dato un reale supporto al mio progetto "The United Colours of Europe" che, in corso dal febbraio del 2007, tarda a decollare. Ed infine ,non ultimo, la consapevolezza di una rinnovata identità! L’incontro finale con le agenzie nazionali ha confermato una realtà , che caratterizza la filosofia eTwinning destinata ad un sicuro successo perché permeata da una doriaemozionalità che ha sostenuto e reso possibili ore ed ore trascorse alla ricerca di partners, a sbagliare per imparare le nuove TIC, convincere i ragazzi che il loro futuro passa di qui: lavorare in team con altre realtà e in una lingua che non è necessariamente la propria! Convinzione penso condivisa per parte loro da tutti i docenti presenti a Bucarest: quella che l’innovazione nella scuola e nella didattica passa di qui.

di Maria Doria,
Liceo "Galileo Galilei", Monopoli (BA)

Strand 4 - Communicating in eTwinning. Il confronto con i colleghi del mio gruppo, provenienti da Regno Unito, Polonia, Latvia e Slovacchia, ha offerto una serie di riflessioni sul valore dell'eTwinning circa la possibilità di comunicare senza vincoli rigidi di tempi, spazi e fondi, rispetto ad altri Progetti Europei quali per esempio i Comenius. Allo stesso tempo, sotto l'abile e competente guida di Alexa Joyce - EUN, sono stati evidenziati i carichi di lavoro per i docenti impegnati nei progetti. Nel mio caso, io l'ho vissuto non come un “di più” rispetto alla programmazione curricolare, ma come un modo diverso di fare scuola e permettere ai miei alunni di scoprire la ricchezza di chi, per motivi non solo di distanza fisica, probabilmente non avrebbero mai conosciuto, incrementando il senso della iaiacittadinanza europea. Le sensazioni più forti che ho riportato di questa esperienza sono state la meraviglia, l'onore,la gioia e insieme la responsabilità dell'essere parte di un unico grande progetto, il sentirmi piccola ma insieme importante per una crescita ed una condivisione comune. Considero un tesoro prezioso le voci, i volti, i dialoghi e le nuove idee per la mia professione che sono venute da questi intensissimi tre giorni a Bucarest.

di Maria Paola Iaia,
14° Circolo "Re David", Bari

Quest’ anno ho partecipato per la prima volta ad una conferenza europea etwinning ed è stato straordinario percepire un clima di serena collaborazione e disponibilità all’incontro che è solito sentire in una situazione nota con persone conosciute e allora ho pensato che è proprio vero che etwinning ci può unire. Nei workshop ho avuto la possibilità di interagire con i responsabili dei progetti, che mi hanno suggerito idee per i prossimi lavori da svolgere con i partner (anche con i nuovi, incontrati agli stand). Ho trovato particolarmente utile lo Strand 4 - Pedagogical dimension in eTwining, tenuto da Anne Gilleran, che ha chiesto suggerimenti per migliorare il sito e-twinning e il twinspace. Molti suggerimenti che sono stati presentati dai partecipanti riguardavano la possibilità di trovare sull'home page un forum docenti organizzato per tematiche così da facilitare lo scambio di idee, suggerimenti e problematiche dei vari progetti (una specie di help per docenti fatto dai docenti). Sul desktop si è proposto di inserire altre possibilità di contatto. In riferimento al twinspace si è chiesto che fossero aumentati i 5 Mb per caricare materiali e l'eventualità di poter aprire blog. Un breve nota di apprezzamento personale va all’intervento in plenaria del prof. Mitra, che con la sua voce pacata è riuscito ad esprimere con un linguaggio semplice un esperimento lungo e complesso, dimostrando come un computer può avere sia la funzione di “distributore di conoscenze”, ma soprattutto di mezzo di apprendimento collaborativo in cui ogni studente (anche di diverse età) contribuisce alla soluzione di un problema. Allora ho pensato a quanto potrebbe essere formativo far lavorare con questa modalità ragazzi che hanno qualche problema di relazione e di tolleranza…che hanno scarse opportunità di confronto e quindi di conoscenza reciproca.

di Maria Pina Magliocca,
Ist. Comprensivo "Desiderio da Settignano", Dicomano (FI)

Strand 5. Risorse educative per eTwinning

Le risorse educative sono un ottimo mezzo per condividere idee e contenuti, programmare le lezioni. Questo seminario era dedicato alla condivisione attraverso gli strumenti online per il Learning Resourse Exchange (LRE) e alla loro adozione nell’ambito di un progetto collaborativo plurilingue, come etwinning

Occasioni di conoscenza. Un’occasione di incontro e di conoscenza dedicata all’arte dell’insegnamento e dello scambio culturale. Parlo in particolare del confronto sulle attuali tecnologie a disposizione: vedo in questi strumenti il modo migliore di interessare sia i docenti ma soprattutto i nostri ragazzi alla comunicazione e alla scambio culturale. Si sfrutta infatti a mio giudizio la naturale curiosità dei giovani verso le nuove piattaforme scientifiche. I seminari interattivi dedicati agli strumenti multimediali hanno segnato un punto a favore di questo capitolo, non sempre di facile approccio anche per gli stessi docenti. Interessantissimi inoltre i suggerimenti pedagogici forniti dalle letture magistrali e dal confronto diretto con realtà europee lontane ma vicine nel lavoro spesso non facile quotidiano . Clima di grande collaborazione nei colloqui con colleghi e tantissimi spunti di lavoro che cercheremo di mettere al più presto in cantiere.

di Andreina Amato,
Liceo Scientifico "A. Nobel", Torre del Greco (NA)

 

Impressioni sulla Conferenza nel suo insieme

Che dire dell'esperienza Bucarest?... Davvero interessante per me e ricca di occasioni di confronto. Questo secondo me è il punto di forza: avere la possibilità di interagire "face to face" con i colleghi etwinning di tutta Europa, e in particolare, per quelli più fortunati, di incontrare il proprio partner di progetto. A me è accaduto per caso: ho conosciuto una delle partners del secondo progetto etwinning attivato nella mia scuola, visto che l'insegnante è rumena, e vive non lontano da Bucarest. Dal punto di vista formativo si possono ritenere utili gli workshops proposti, anche se ritengo poco operativi e rispondenti ad eventuali esigenze soggettive, in quanto per esempio, nella presentazione di alcuni tools, quali i blogs, magazinefactory e flash meeting i relatori si sono soffermati solo sugli aspetti teorici degli argomenti, mentre la maggior parte di noi si aspettava un approccio più pratico ed interattivo che ci coinvolgesse più direttamente e rispondesse a particolari esigenze didattico-operative.. Ritengo formidabile l'dea dell'allestimento" itinerante" degli stands Europei che hanno allietato e avvicinato i diversi partecipanti delle differenti culture europee.

di Maria Varbaro,
Ist. Comprensivo "Don Milani", Orbetello (GR)

Il primo ricordo di questa conferenza è per me legato al momento in cui Tommaso Mannelli - Unità Nazionale eTwinning - mi ha contattata perchè facessi parte della delegazione italiana, dopo aver espresso giudizio favorevole sul progetto “Woods and forests: a source of and a resource for life” realizzato nella mia scuola e da me coordinato. Dopo la plenaria che ha evidenziato l’importanza di creare una rete di collaborazione fra scuole europee per conoscere ciò che è al di là dei propri confini, utilizzando per questo scopo le nuove tecnologie, un momento emozionante è stata la cerimonia di proclamazione dei quattro progetti eTwinning vincitori su otto finalisti. Che gioia fare il tifo per un progetto del proprio paese, ci si sente parte di una stessa squadra! E che dire dell’exhibition delle varie nazioni partecipanti! E’ stato un momento di curiosità, strette di mano, foto da reportage, scambio di idee e indirizzi mail, “assaggi” di varie specialità e, per me, di incontro con Ela, la mia partner polacca. Per concludere, come ho avuto modo di affermare durante l’incontro con la fiorenostra simpatica e sempre disponibile Unità Nazionale eTwinning, ho portato con me, al ritorno, la consapevolezza di un arricchimento professionale e umano, l’orgoglio e l’onore di aver rappresentato la mia scuola e la mia nazione, l’incentivo a continuare a lavorare con la motivazione e la curiosità che da sempre mi animano e che cerco di trasmettere ad alunni e colleghi.

di Maddalena Fiore,
SMS "F.Casavola", Modugno (BA)



 

di Alessandra Ceccherelli

(clicca sulla foto per ingrandirla)


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Audio:
Registrazione integrale intervento prof. Mitra - ascolta ascolta

manifesto Bucharest ITAScarica il manifesto (png)

Foto tratte da:
Album di Danilo Nardi
Album di Filip Toupalik (CZ)
Album di Cecile Gouzée (Belgium):
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- Prizes and Winners
- Bucharest day 2
- Bucharest day 3




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