Editoriale
Italia prima della classe al premio europeo etwinning. Note dalla conferenza 2008
Premiate le tecnologie e il coinvolgimento degli studenti, ingredienti che mediano il dialogo scuola e giovani.
4 aprile 2008

Un importante risultato per l’etwinning italiano, o per meglio dire due
risultati importanti in uno. Innanzitutto, quello conseguito sul palco della
terza conferenza europea etwinning, lo scorso 14 marzo, dove sono state
proclamate vincitrici due scuole italiane per la categoria dai 15 ai 19 anni
Secondo risultato importante: l’aver premiato due progetti che hanno saputo
valorizzare lo spirito di iniziativa e la creatività degli studenti rendendoli
protagonisti del loro processo di apprendimento. Un tema questo particolarmente
caro all’etwinning che corrisponde in pieno alle riflessioni con cui il
commissario europeo Jan Figel ha aperto, come ormai consuetudine, la Conferenza:
la curiosità e il senso dell’altro è il valore aggiunto degli scambi che il
gemellaggio elettronico istituisce, costruendo attraverso il lavoro di gruppo e
le modalità di lavoro collaborativi il senso più concreto di un’identità europea
multiculturale.
La formula italiana per vincere:
tecnologie + studenti = progetti scolastici da
premio!
Il progetto Planét @dos , primo classificato, è un viaggio
attraverso il “pianeta adolescenti”, accomunati da una francofonia reale o in
fase di costruzione. Il progetto coordinato da Marina Marino, docente di lingua
francese del Liceo Scientifico “F. Cecioni” di Livorno, è stato premiato dalla
giuria europea perché si tratta di “un progetto ricco, nel quale i
giovani non solo hanno imparato molto gli uni dagli altri, ma hanno anche
espresso le loro opinioni in maniera creativa con una grande varietà di mezzi di
comunicazione, fra cui cartoon, blog e podcast”. Al secondo posto,
Facciamoci noi lezione!, un modo alternativo e estremamente
creativo che gli studenti stessi hanno immaginato per insegnare/imparare le
rispettive lingue materne tra Italia e Germania. Coordinato da Paola Ferrera,
docente di lingua tedesca all’IIS Majorana – sez. commerciale “Marro” di
Moncalieri, è anch’esso dedicato alle tecnologie più attuali affidate agli
studenti per farne strumenti del loro apprendimento. Questo il giudizio dei
giurati: “Un ottimo uso delle tecnologie moderne per servirsi degli
strumenti di social network e, al stesso tempo, analizzare le tematiche a esse
legate”.
Per conoscere meglio le attività correlate a questo
gemellaggio italo-tedesco l’invito è all’ascolto di radio
etwinning, la webradio del progetto.
La Cerimonia di
premiazione ha rotto la tensione altissima dell’attesa che da oltre un mese
teneva sul filo tutti i finalisti (guarda la lista completa dei vincitori),
aprendo poi i lavori della conferenza che come consuetudine hanno offerto
l’occasione di un approfondimento sulle tecnologie del gemellaggio elettronico e
i suoi risultati.
Voci e riflessioni dalla Conferenza eTwinning di
Bucarest
Con oltre 400 partecipanti da tutti i paesi europei la
Conferenza etwinning è sempre un appuntamento di festa, ovunque si svolga, quali
che siano le condizioni climatiche e geografiche, qualunque sia il filo tematico
scelto per i molti seminari in parallelo attraverso cui si articolano i lavori,
e di più se, come nel caso di questa edizione, il tema è quello della
promozione del dialogo interculturale. Anche se si tratta di lavorare insieme,
in gruppo per contribuire allo sviluppo del gemellaggio elettronico, con i
propri spunti, il proprio bagaglio di esperienze le difficoltà incontrate e
quasi sempre superate.
E’ comunque assicurata, la gioia di trovarsi insieme
per tre giorni a condividere le riflessioni del lavoro quotidiano che conducono,
spesso in modo solitario e tra molti ostacoli, nelle loro classi.
Come abbiamo detto per l’Italia quest’anno erano
molte le ragioni per tenere alto il morale.
Oltre alla vittoria, possiamo
vantarci senza falsa modestia di aver avuto il numero più alto di visite allo
stand che insieme ai progetti portava letteralmente il sapore dell’Italia con le mille specialità
regionali che i docenti italiani hanno gentilmente portato in dono. E infine
proprio loro, i 20 docenti che hanno accolto l’invito a rappresentare
l’Italia a Bucarest, una delegazione particolarmente entusiasta
selezionata tra tutti i rappresentanti di progetti candidati al premio etwinning
2008.
Una delegazione italiana attenta e curiosa verso la molteplicità che
ha animato la conferenza. Docenti che forse per essere alla loro prima
esperienza europea hanno mantenuto alto l’entusiasmo che avevano dalla prima
chiamata di convocazione. Nonostante i piccoli inconvenienti logistici, la non
conclamata amenità della città, la stanchezza di tre giorni intensi di scambio e
di lavoro hanno seguito con passione i lavori della conferenza dalla plenaria ai
lavori dei workshop in parallelo dedicati a quattro temi:
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Strand 1. eTwinning per strumenti
-
Strand 2. Modelli di collaborazione (a cura dei vincitori e secondi classificati del premio eTwinning)
-
Strand 3. L’intercultura nei progetti di gemellaggio elettronico
-
Strand 4. Il tuo etwinning: sviluppare condividere idee sulla comunicazione attraverso il portale e gli aspetti pedagogici correlati ai progetti di gemellaggio
-
Strand 5. Risorse educative per eTwinning
Ecco le loro impressioni:
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Keynote Speech (sessione plenaria): Prof. Professor Sugata Mitra dell’Università di Newcastle upon Tyne |
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di Monica Gastaldi, |
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Sono rimasto affascinato dall'intervento del Prof. Sugata
Mitra a riguardo di come la creativita' e il gioco siano strettamente
correlati e che il gioco possa essere un modo per arrivare alla creativita'
collaborativa. Ritengo che il suo progetto "Hole in the Wall", possa
stimolare i nostri allievi e noi docenti ad esplorare le nuove tecnologie in
modo veramente creativo. Il messaggio finale del Prof. Mitra che ha
lasciato un segno e' stato quando ha asserito che i ragazzi possano imparare
tanto, se noi li lasciamo fare e se sono stimolati a farlo. E' facile
ma anche difficile. Penso che dipenda molto dalla nostra collaborazione. Il
Prof. Mitra mi ha fatto riflettere su alcuni punti: il nostro ruolo di
insegnanti e genitori, e principalmente di pensare ad uscire dai vecchi schemi
del nostro insegnamento. Sono stato molto felice di aver preso parte alla
conferenza per diversi motivi: era la mia prima volta ad una conferenza di Reno Simonetti, |
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Strand 1. eTwinning: Strumenti per la
collaborazione Questo workshop era dedicato agli strumenti che possono incentivare e coadiuvare la comunicazione in eTwinning, oltre che il lavoro del progetto. In particolare sono stati presentati due strumenti che pur essendo esterni alla piattaforma sono ormai utilizzati con successo da molti progetti Flashmeeting (videoconferenza), Magazine Factory (web magazine). Inoltre sono stati dati spunti per la realizzazione di blog e podcasting. |
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Gli eTwinners sanno che molta attenzione è stata rivolta, fin
dall’inizio, agli strumenti da utilizzare per mettere in atto il gemellaggio,
diremmo virtuale, meglio elettronico. Internet si propone come naturale veicolo
dei progetti, ancor più ed oltre le produzioni di tipo multimediale su media che
vorremmo definire statici (cd-rom ad esempio). La piattaforma etwinning, con il
suo desktop e lo spazio dedicato al gemellaggio, il TwinSpace, servono
egregiamente allo scopo. L’uso delle TIC viene fortemente incoraggiato a
prescindere da modalità d’uso a volte non immediate: primo fra tutti, penso alla
chat, che permette l’interazione diretta tra i partner. di Danilo Nardi, |
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Le TIC mettono a disposizione delle scuole risorse che fino a
pochi anni fa era impensabile anche solamente immaginare. Per questo si è
pensato di fare svolgere la sessione in un aula allestita con computer a
disposizione dei partecipanti, affinché tutti potessero provare con
esemplificazioni di progetti la portata innovativa degli strumenti informatici.
Software di diverso tipo, e di ogni tipo, si rivelano preziosi mediatori
nell’apprendimento; ma è necessario che essi siano opportunamente inseriti nella
progettazione didattica del docente. Sono stati presentati progetti che
contengono una potente carica innovativa, utilizzando tipologie diverse di
interazione quali la redazione online di una rivista web (il di Virgilio Iandiorio, |
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Strand 2. Modelli di
collaborazione |
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di Paola Ferrera, |
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Vorrei segnalare lo strand n.2 “Models for Schools
Collaboration prize winners” che ha permesso di apprezzare i progetti premiati
e, allo stesso tempo, di Antonella Mariani, |
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Bucarest è stata la mia prima esperienza ad una conferenza
internazionale e certamente posso concludere che si è trattato di un’occasione
ghiotta di confronto, sebbene fosse necessario ritagliare questi momenti
all’interno di un programma abbastanza intenso. Per questa ragione, i seminari
che ho apprezzato di più sono stati quelli in cui sono stati presentati i
progetti vincitori, anche perché il fatto di rendersi conto della loro
(talvolta) di Paola Norbiato, |
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Strand 3. Il dialogo interculturale nei progetti
eTwinning |
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La relazione forse più interessante cui ho assistito è stata quella di
Micheline Maurice: “Les points clés de la pédagogie à distance dans le cadre
d’eTwinning avec des propositions concrètes de scénario set d’itinéraires des
projets interculturelles” nello strand dedicato all’Intercultural Understanding
in eTwinning. In francese, e questo giustificava forse la scarsa presenza di
pubblico paragonato ad altre sessione, tutte in inglese. Davvero avvincente
secondo me. Coinvolgente anche per il carisma dell’oratrice. Prima di tutto
sottolineava un punto chiave individuato a ripetizione da molti che hanno
presentato i progetti: “la production coopérative dois être délimitée et
SIMPLE”. Poi metteva in risalto in maniera di Riccardo Andreoli, |
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Strand 4. Il tuo eTwinning |
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Ricomincio da Bucarest! Cosa ho trovato a
Bucarest: rinnovata energia, indispensabile supporto, e una nuova partecipata
identità. Innanzitutto una nuove energia, sia nella gestione dei progetti che
nella consapevolezza di appartenere non più ad una categoria più o meno
ristretta di lavoratori, è derivata dalla partecipazione allo Strand 4 - The
eTwinning Portal. Qui, la presentazione del nuovo portale
ci ha mostrato come a partire dal prossimo anno scolastico, lo spazio eTwinning
potrà essere quasi onnicomprensivo perchè arricchito di una nuova veste che, se
da un lato non necessiterà di supporti esterni per rendere fruibile nel
miglior modo possibile la propria visibilità, dall’altro contribuirà a rendere
il mondo eTwinning una vera e propria community dove scambiare progettualità
differenti nonché la propria voglia di essere docenti in modo diverso.
Questo ha completato lo strand 3 che con la presentazione di strumenti per
videoconferenza e giornalino web ha dato un reale supporto al mio progetto "The
United Colours of Europe" che, in corso dal febbraio del 2007, tarda a
decollare. Ed infine ,non ultimo, la consapevolezza di una rinnovata identità!
L’incontro finale con le agenzie nazionali ha confermato una realtà , che
caratterizza la filosofia eTwinning destinata ad un sicuro successo perché
permeata da una di Maria Doria, |
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Strand 4 - Communicating in eTwinning. Il confronto con
i colleghi del mio gruppo, provenienti da Regno Unito, Polonia, Latvia e
Slovacchia, ha offerto una serie di riflessioni sul valore dell'eTwinning circa
la possibilità di comunicare senza vincoli rigidi di tempi, spazi e fondi,
rispetto ad altri Progetti Europei quali per esempio i Comenius. Allo stesso
tempo, sotto l'abile e competente guida di Alexa Joyce - EUN, sono stati
evidenziati i carichi di lavoro per i docenti impegnati nei progetti. Nel mio
caso, io l'ho vissuto non come un “di più” rispetto alla programmazione
curricolare, ma come un modo diverso di fare scuola e permettere ai miei alunni
di scoprire la ricchezza di chi, per motivi non solo di distanza fisica,
probabilmente non avrebbero mai conosciuto, incrementando il senso della di Maria Paola Iaia, |
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Quest’ anno ho partecipato per la prima volta ad una
conferenza europea etwinning ed è stato straordinario percepire un clima di
serena collaborazione e disponibilità all’incontro che è solito sentire in una
situazione nota con persone conosciute e allora ho pensato che è proprio vero
che etwinning ci può unire. Nei workshop ho avuto la possibilità di interagire
con i responsabili dei progetti, che mi hanno suggerito idee per i prossimi
lavori da svolgere con i partner (anche con i nuovi, incontrati agli
stand). Ho trovato particolarmente utile lo Strand 4 - Pedagogical dimension
in eTwining, tenuto da Anne Gilleran, che ha chiesto suggerimenti per
migliorare il sito e-twinning e il twinspace. Molti suggerimenti che sono stati
presentati dai partecipanti riguardavano la possibilità di trovare sull'home
page un forum docenti organizzato per tematiche così da facilitare lo scambio di
idee, suggerimenti e problematiche dei vari progetti (una specie di help per
docenti fatto dai docenti). Sul desktop si è proposto di inserire altre
possibilità di contatto. In riferimento al twinspace si è chiesto che fossero
aumentati i 5 Mb per caricare materiali e l'eventualità di poter aprire blog. Un
breve nota di apprezzamento personale va all’intervento in plenaria del prof.
Mitra, che con la sua voce pacata è riuscito ad esprimere con un linguaggio
semplice un esperimento lungo e complesso, dimostrando come di Maria Pina Magliocca, |
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Strand 5. Risorse educative per
eTwinning |
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Occasioni di conoscenza. Un’occasione di incontro e di
conoscenza dedicata all’arte dell’insegnamento e dello scambio culturale. Parlo
in particolare del confronto sulle attuali tecnologie a disposizione: vedo in
questi strumenti il modo migliore di interessare sia i docenti ma soprattutto i
nostri ragazzi alla comunicazione e alla scambio culturale. Si sfrutta infatti a
mio giudizio la naturale curiosità dei giovani verso le nuove piattaforme di Andreina Amato,
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Impressioni sulla Conferenza nel suo insieme |
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Che dire dell'esperienza Bucarest?... Davvero interessante per
me e ricca di occasioni di confronto. Questo secondo me è il punto di forza:
avere la possibilità di interagire "face to face" con i colleghi etwinning di
tutta Europa, e in particolare, per quelli più fortunati, di incontrare il
proprio partner di progetto. A me è accaduto per caso: ho conosciuto una delle
partners del secondo progetto etwinning attivato nella mia scuola, visto che
l'insegnante è rumena, e vive non lontano da Bucarest. Dal punto di vista
formativo si possono ritenere utili gli workshops proposti, anche se ritengo
poco operativi e rispondenti ad eventuali esigenze soggettive, in quanto per
esempio, di Maria Varbaro, |
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Il primo ricordo di questa conferenza è per me legato al
momento in cui Tommaso Mannelli - Unità Nazionale eTwinning - mi ha contattata
perchè facessi parte della delegazione italiana, dopo aver espresso giudizio
favorevole sul progetto “Woods and forests: a source of and a resource for life”
realizzato nella mia scuola e da me coordinato. Dopo la plenaria che ha
evidenziato l’importanza di creare una rete di collaborazione fra scuole europee
per conoscere ciò che è al di là dei propri confini, utilizzando per questo
scopo le nuove tecnologie, un momento emozionante è stata la cerimonia di
proclamazione dei quattro progetti eTwinning vincitori su otto finalisti. Che
gioia fare il tifo per un progetto del proprio paese, ci si sente parte di una
stessa squadra! E che dire dell’exhibition delle varie nazioni partecipanti! E’
stato un momento di curiosità, strette di mano, foto da reportage, scambio di
idee e indirizzi mail, “assaggi” di varie specialità e, per me, di incontro con
Ela, la mia partner polacca. Per concludere, come ho avuto modo di affermare
durante l’incontro con la di Maddalena Fiore, |
di Alessandra Ceccherelli
(clicca sulla foto
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Il Professor Mitra dal 99 al novembre del 2003
ha condotto vari esperimenti in molti stati dell’India sia in zone rurali che
urbane. L’esperimento è stato condotto per ben 23 volte ed è noto sotto il
titolo
Più o meno sono le stesse modalità che
ho usato io nei miei progetti. Il team era composto dai ragazzi, dal tecnico di
laboratorio, dalla mia collega di lingua inglese e da me. Date alcune
indicazioni di base i miei alunni hanno lavorato liberamente organizzandosi tra
di loro ed elaborando idee. Noi adulti eravamo considerati come dei “consulenti”
ai quali si rivolgevano solo se sorgevano delle difficoltà.
simile; mi sono sentito parte di qualcosa che
possa mettere in movimento un unico progetto per la collaborazione tra diverse
scuole che condividano lo stesso obiettivo: cioè la crescita dei nostri allievi,
imparando a capire e rispettare la diversita' e arricchire la loro formazione
con materiale originale creato da studenti provenienti da altre realta',
confrontando le differenze culturali ma anche raffrontando le proprie
similarita'.
Nel tempo, dal momento che gli strumenti
informatico-elettronici invecchiano molto rapidamente e molto rapidamente se ne
rendono disponibili nuovi e più potenti, sono state aggiunte ulteriori opzioni
(photo galleries). Mi sono sempre chiesto perché non fosse ancora inserito uno
strumento ancor più potente per lo scambio di idee, informazioni: la
videoconferenza. Per questo ho deciso di seguire questo workshop sugli strumenti
esterni per eTwinning. [
magazine factory: facile e divertente strumento
editoriale), podcasting (per organizzare online documenti audio), flashmeeting
(con cui diversi utenti possono incontrarsi in un meeting in linea),
per arrivare al più conosciuto e usato blog. I "tools" ,infatti,
aprono spazi inimmaginabili alla didattica e rendono possibile, immediato e
continuo lo scambio dei materiali prodotti in classe.
Chi tardi arriva... A Bucharest ho ovviamente
partecipato al workshop “Models for School Collaboration “poiché dovevo
presentare il mio progetto. Dato che non avevo spostato l’ora del mio orologio
sono entrata nella sala pensando di essere in largo anticipo e di avere ancora
del tempo per discutere alcuni dettagli con la mia partner e per effettuare
alcune prove tecniche. Viceversa sono stata scaraventata sul palco perché era
già il mio turno: così sia per la vergogna sia per la precipitazione ho parlato
senza guardare in faccia il pubblico, quindi ho passato il resto del workshop
rimuginando sulla mia dabbenaggine senza ben realizzare cosa avveniva intorno a
me. Solo al ritorno da Bucharest ho trovato una email di Sylvia Binger che
chiedeva a tutti i relatori una copia della presentazione da mettere online dato
il successo che aveva avuto il nostro workshop: la sala era quasi piena! Questa
notizia mi ha un po’ sollevato dalla mia magra figura e mi ha confortato sulla
bontà del mio operato: infatti il pubblico avrebbe potuto scegliere altri
workshops, ben più interessanti, che si svolgevano in concomitanza al nostro.
Non ho purtroppo constatato lo stesso interesse durante le ore trascorse
nell’exhibition area riservata ai finalisti dove ci giungeva l’eco delle allegre
risate dalla sala accanto. Infatti quasi tutti i partecipanti alla conferenza
erano , ovviamente, attratti dagli stand “enogastronomici “ dei vari paesi
europei contro cui i nostri progetti - ahimè! - non potevamo certo competere !
Forse la prossima volta sarebbe meglio includere anche i
finalisti in un'unica sala per evitare che si
sentano esclusi dal resto della festa… A parte il senso di solitudine non sono
comunque state delle ore sprecate perché la mia partner ed io abbiamo comunque
potuto parlare, in pace ed una volta tanto in presenza, di tante cose.
ha dato l’opportunità di scambiare le relative
esperienze e buone pratiche didattiche con gli altri insegnanti. L’incontro è
stato coinvolgente e propositivo; ha creato entusiasmo e ha stimolato la nascita
di idee nuove sulle quali costruire un progetto didattico semplice, accattivante
per gli insegnanti e, in particolar modo, per gli alunni. E’ proprio la
semplicità, la originalità e la scansione dettagliata dell’idea progettuale che
permette di trovare facilmente partner disposti a collaborare.
assoluta semplicità dà fiducia a tutti noi di
poter forse ottenere un risultato altrettanto valido con un futuro progetto. Di
certo, fare la conoscenza di tanti colleghi attivi, curiosi e creativi mi ha
motivato, come pure è consolante sapere che tutti ci troviamo ad affrontare gli
stessi problemi all’interno delle nostre scuole.
estremamente chiara come la cooperazione debba
essere davvero condivisa. Per esempio – ribadiva – se due scuole A e B
collaborano ad un progetto, la scuola A deve inviare alla B non la propria
ricerca su sé stessi (o qualsivoglia ricerca possa svolgere alla sua estremità)
ma debba invece inviare dati grezzi che verranno “tradotti, trascritti,
interpretati e composti” dalla scuola B. Vera chiave di volta per implicare gli
allievi delle due scuole in un progetto davvero eTwinning.
emozionalità che ha sostenuto e reso possibili ore
ed ore trascorse alla ricerca di partners, a sbagliare per imparare le nuove
TIC, convincere i ragazzi che il loro futuro passa di qui: lavorare in team con
altre realtà e in una lingua che non è necessariamente la propria! Convinzione
penso condivisa per parte loro da tutti i docenti presenti a Bucarest: quella
che l’innovazione nella scuola e nella didattica passa di qui.
cittadinanza europea. Le sensazioni più forti che
ho riportato di questa esperienza sono state la meraviglia, l'onore,la gioia e
insieme la responsabilità dell'essere parte di un unico grande progetto, il
sentirmi piccola ma insieme importante per una crescita ed una condivisione
comune. Considero un tesoro prezioso le voci, i volti, i dialoghi e le nuove
idee per la mia professione che sono venute da questi intensissimi tre giorni a
Bucarest.
un computer può avere sia la funzione di
“distributore di conoscenze”, ma soprattutto di mezzo di apprendimento
collaborativo in cui ogni studente (anche di diverse età) contribuisce alla
soluzione di un problema. Allora ho pensato a quanto potrebbe essere formativo
far lavorare con questa modalità ragazzi che hanno qualche problema di relazione
e di tolleranza…che hanno scarse opportunità di confronto e quindi di conoscenza
reciproca.
scientifiche. I seminari interattivi dedicati agli
strumenti multimediali hanno segnato un punto a favore di questo capitolo, non
sempre di facile approccio anche per gli stessi docenti. Interessantissimi
inoltre i suggerimenti pedagogici forniti dalle letture magistrali e dal
confronto diretto con realtà europee lontane ma vicine nel lavoro spesso non
facile quotidiano . Clima di grande collaborazione nei colloqui con colleghi e
tantissimi spunti di lavoro che cercheremo di mettere al più presto in cantiere.
nella presentazione di alcuni tools, quali i
blogs, magazinefactory e flash meeting i relatori si sono soffermati solo sugli
aspetti teorici degli argomenti, mentre la maggior parte di noi si aspettava un
approccio più pratico ed interattivo che ci coinvolgesse più direttamente e
rispondesse a particolari esigenze didattico-operative.. Ritengo formidabile
l'dea dell'allestimento" itinerante" degli stands Europei che hanno allietato e
avvicinato i diversi partecipanti delle differenti culture europee.
nostra simpatica e sempre disponibile Unità
Nazionale eTwinning, ho portato con me, al ritorno, la consapevolezza di un
arricchimento professionale e umano, l’orgoglio e l’onore di aver rappresentato
la mia scuola e la mia nazione, l’incentivo a continuare a lavorare con la
motivazione e la curiosità che da sempre mi animano e che cerco di trasmettere
ad alunni e colleghi. 

