Home » News » Alcuni chiarimenti post-Brexit, “Nessuna conseguenza per Erasmus+”

28 Giugno 2016

Alcuni chiarimenti post-Brexit, “Nessuna conseguenza per Erasmus+”

Sara Pagliai, coordinatrice dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, rassicura sul proseguimento della cooperazione con il Regno Unito in Erasmus+

di Elena Maddalena, Valentina Riboldi

L’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire apprende con rammarico l’esito del referendum del Regno Unito in merito alla decisione di lasciare l’Unione Europea. Come recita l’Articolo 50 dei Trattati di Lisbona “Ogni Stato membro può decidere di recedere dall’Unione conformemente alle proprie norme costituzionali”.

La Commissione europea ha commentato la Brexit attraverso una Dichiarazione congiunta di Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, Mark Rutte, presidente di turno del Consiglio dell’UE, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea.

“Ci aspettiamo ora che il governo del Regno Unito dia esecuzione quanto prima alla decisione del popolo britannico, per quanto doloroso possa essere tale processo. Ogni ritardo finirebbe infatti per prolungare inutilmente l’incertezza. (…) Siamo pronti ad avviare in tempi rapidi i negoziati con il Regno Unito per definire i termini e le condizioni della sua uscita dall’Unione europea. Ma fino alla conclusione di tali negoziati il Regno Unito rimarrà membro dell’Unione europea, con tutti i diritti e gli obblighi che ne derivano. Conformemente ai trattati che il Regno Unito ha ratificato, il diritto dell’UE continuerà ad applicarsi integralmente al e nel Regno Unito fino a quando il paese cesserà di essere membro dell’UE. (…) Per il futuro speriamo che il Regno Unito possa rappresentare un partner stretto dell’Unione europea e ci aspettiamo che il paese formuli proposte concrete in tal senso. Ogni accordo che sarà concluso con il Regno Unito in quanto paese terzo dovrà tenere conto degli interessi di entrambe le parti ed essere equilibrato in termini di diritti e obblighi.”

La Brexit per Erasmus+

Dall’analisi del voto emerge la forte posizione a favore della permanenza nell’UE per la Generazione Erasmus con il 73% dei giovani tra 18 e 24 anni per il Remain, percentuale che via via si abbassa con l’aumentare dell’età, per scendere fino al 40% nella popolazione più anziana (sopra ai 65 anni).

Nel mondo accademico, nella ricerca così come nelle scuole e nelle istituzioni che partecipano al programma comunitario Erasmus+, il risultato del referendum non può fare a meno di creare preoccupazione e ansia per il futuro. Basti pensare che negli ultimi 9 anni il Programma Erasmus ha coinvolto quasi 25mila studenti italiani e britannici in esperienze di studio e di tirocinio nel Regno Unito e in Italia.

E adesso cosa succederà?

Sara Pagliai, coordinatrice Agenzia nazionale Erasmus+ Indire
Sara Pagliai, coordinatrice Agenzia nazionale Erasmus+ Indire

Sara Pagliai, coordinatrice dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, rassicura sul proseguimento della cooperazione con il Regno Unito in Erasmus+: “Il Regno Unito è da sempre una delle mete preferite per la mobilità di studenti, docenti e ricercatori, con una crescita, negli ultimi 8 anni, dell’80% nel numero degli studenti italiani in mobilità verso le università britanniche. Anche sul fronte della cooperazione, dei partenariati strategici in tutti i settori del programma, e dei gemellaggi elettronici eTwinning, il Regno Unito è uno dei paesi con cui l’Italia collabora maggiormente. Per quanto riguarda le attività in corso, comprese quelle approvate nel quadro dell’Invito a presentare proposte 2016, queste proseguiranno regolarmente fino alla loro naturale scadenza, quella prevista originariamente. Questa notizia è stata confermata anche dalla Commissione europea con una nota specifica. Per quanto riguarda gli anni a venire/il futuro, invece, vogliamo rassicurare i nostri beneficiari e potenziali beneficiari ricordando che Erasmusplus è un programma flessibile e articolato, non circoscritto ai soli Paesi Ue, tant’è vero che partecipano a pieno diritto anche i Paesi dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e quelli candidati (Turchia, Ex-Repubblica iugoslava di Macedonia) Non dimentichiamo, inoltre, che è già possibile in ambito universitario la mobilità anche da e verso paesi extraeuropei. Non sarà difficile, quindi, trovare una strada per far sì che la mobilità di studenti e docenti e la cooperazione transnazionale continuino ad essere un’opportunità concreta per l’Europa, anche con il Regno Unito”.

Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini invita all’ottimismo: ”L’Europa dell’Erasmus e della conoscenza non si ferma con la Brexit. Ora più Europa, quella dei giovani”. Riportiamo di seguito la riflessione condivisa sui social dal Ministro: “Nei commenti sui social network leggo la delusione di molti giovani italiani, anche di quelli che vivono a Londra o in altre città europee. I nativi europei sono delusi perché a pesare è stato il voto degli elettori più anziani. Ma i ragazzi sanno che nella vita non si torna indietro nemmeno per prendere la rincorsa. Quella che oggi può sembrare una sconfitta (e per molti aspetti lo è, inutile negarlo) potrà diventare la base per costruire un’Europa migliore se sapremo rafforzare il senso della cittadinanza europea”.

Per approfondire