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Pay it forward 2

Il progetto “Pay it forward 2″ è un progetto collaborativo che ha promosso la sensibilizzazione di bambini piccoli al tema dei cambiamenti climatici. Gli alunni di ciascun istituto partner sono stati impegnati in alcune sfide che ponevano come risultato da raggiungere: un minor impatto di ognuno sull’ambiente. Sono stati presi in esame cinque principali questioni climatiche: la protezione della natura, prendere coscienza dell’aria, l’osservazione dei mari, la costruzione di un mondo senza rifiuti. Insieme alunni e docenti hanno condiviso informazioni per far conoscere le proprie realtà territoriali.  La riflessione sulla similarità delle proprie realtà ha unito i piccoli allievi nella ricerca e individuazione di soluzioni comuni. Sono state adottati metodi e tecniche pedagogiche innovative avendo cura del contesto e dell’età dei piccoli. Gli alunni sono stati impegnati in tante attività creative che hanno stimolato in loro oltre all’interesse per i temi ambientali anche la conoscenza interculturale, ed è stato promosso un uso adeguato degli strumenti digitali e un coinvolgimento attivo di tutta la comunità educante e del territorio. 

Obiettivi e attività

Obiettivo principale: capire e acquisire consapevolezza sul fenomeno del cambiamento climatico, osservare il proprio ambiente e riconoscere i danni prodotti dall’uomo, confrontarsi con i partner europei, discutere in gruppo e darsi regole d’azione.

  1. Attività articolate in azioni mensili, raccolte in 20 sfide, suddivise in 4 colori:
    • Azioni rosse: individuare un animale minacciato dal cambiamento climatico, soluzioni possibili.
    • Azioni arancioni: mare inquinato, spreco dell’acqua.
    • Azioni verdi: impatto del cambiamento climatico sull’aria.
    • Azioni blu: lo spreco alimentare.
  2. Attività realizzate: produzione e scambio di eco-friendly presents, realizzazione di un orto sinergico, esperimenti su compostaggio e su scioglimento acqua, ricerca sul web di immagini relative all’inquinamento, storia e canto collaborativi, contest, videoconferenze e condivisione di maschere, foto, registrazioni, video da postare, utilizzo applicazioni per rilevare la biodiversità del giardino, visione del materiale degli altri partner nel TwinSpace come appuntamento fisso.
  3. Collaborazione è avvenuta attraverso un’attenta organizzazione della documentazione nel TwinSpace e la suddivisione dei  compiti fra i partner.
  4. Scelta dei tools digitali più adatti in accordo con i partner.
  5. Fase finale di valutazione del progetto per alunni e docenti.

Metodologia didattica

Il Progetto, svolto in una cornice di outdoor education, ha permesso ai bambini di osservare i fenomeni, riflettere sulle problematiche, individuare soluzioni creative praticabili da loro stessi.
Queste alcune delle metodologie utilizzate:

  • Cooperative learning, che permette di coinvolgere gli alunni di avere un apprendimento attivo, lavorando in piccoli gruppo per arrivare ad un obiettivo comune;
  • Circle time, che favorisce l’inclusione e favorisce le competenze individuali;
  • Peer to peer, educazione tra pari: una metodologia che coinvolge attivamente i bambini mettendoli al centro del sistema educativo;
  • Problem solving;
  • Esperienze laboratoriali come la coltivazione dell’orto.

L’aspetto digitale del progetto è stato fondamentale in quanto ha accorciato le distanze così da permettere condivisione e stimolo reciproci. Comprendere il significato dei cambiamenti climatici poteva non essere semplice per bambini della scuola dell’infanzia ma è stato proprio lo scambio, il confronto, la collaborazione realizzata a facilitare tale comprensione. Attraverso le videoconferenze gli alunni hanno soddisfatto la curiosità di vedere online quei bambini a cui avevano inviato i loro eco-friendly presents, hanno potuto sentire i loro nomi così “diversi”, hanno imparato a gestire le loro emozioni, ad attendere, ad impostare la voce ed alzare il tono o scandire le parole che non erano in italiano ma in lingua inglese.

Risultati e valutazione

Tutti gli obiettivi del progetto sono stati raggiunti: abbiamo rafforzato la capacità di riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio al confronto, imparando dagli errori e aumentato l’autostima. I bambini hanno imparato a porsi domande e acquisito atteggiamenti responsabili nei confronti della natura.

Il valore aggiunto del progetto eTwinning però è stata la sua dimensione internazionale e digitale, che ha permesso di sviluppare capacità collaborative: i bambini chiedevano di vedere i post sul TwinSpace e verificare la presenza dei lavori dei partner e quella dei loro lavori, questo li faceva sentire vicini anche se lontani, apprezzati anche se piccoli, uniti a perseguire il motto: “We stand togheter against climate change”.
La modalità di insegnamento si è arricchita grazie a scambio di idee e osservazione: il TwinSpace, la nostra classe virtuale, è divenuto luogo ricco di saperi non solo per i bambini ma anche per noi insegnanti. I genitori, curiosi, hanno apprezzato l’internazionalizzazione dei nostri obiettivi di educazione ambientale, ciò ha aumentato considerevolmente la visibilità dell’istituto sul territorio poiché da molti anni siamo una Green School e collaboriamo con Lega Ambiente.
L’apertura mentale generata ha superato i confini didattici e in modo attivo, cosciente e riflessivo, ha consentito di percepirsi cittadini del mondo.

Curiosità e aneddoti

La scuola partner spagnola aveva postato nel TwinSpace un video dove si vedeva come realizzare dei piccoli oggettini calamitati riciclando tappi di plastica, trasformandoli in api e pecorelle. Dopo pochi giorni gli stessi oggetti calamitati sono arrivati realmente a scuola, spediti dagli amici spagnoli, in regalo proprio per noi italiani. Per Natale abbiamo ascoltato i canti tradizionali degli amici europei tante volte. I bambini sono rimasti incantati ad ascoltare il canto della Lettonia: la loro musica ci ha fatto viaggiare con la mente e immergere in un’altra dimensione…

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Enjoying Coding  

Il progetto, iniziato con la partecipazione all’EuCodeWeek 2020, si è fondato sul terzo nucleo dell’insegnamento dell’educazione civica: l’educazione alla cittadinanza digitale. La partecipazione al progetto ha consentito ai bambini di sviluppare il pensiero computazionale e di promuovere la capacità di usare consapevolmente e responsabilmente i mezzi di comunicazione virtuali conoscendone rischi e potenzialità.

Obiettivi e attività

Partecipare all’Eu CodeWeek per sperimentare attività di coding nella scuola primaria è stato il primo obiettivo condiviso con i partner all’interno del progetto eTwinning che poi si è ampliato offrendo molte opportunità di crescita e collaborazione. Tutte le fasi del progetto – dalla progettazione, alla realizzazione, alla valutazione – sono state condivise tra i partner e gli studenti hanno svolto le attività in modalità collaborativa:

  • attività legate al Logo Contest: gli alunni hanno collaborato in 5 gruppi transnazionali tramite la partecipazione al Forum del Twinspace
  • progettazione e partecipazione a eventi comuni (DOT DAY , PI DAY)
  • sfide di programmazione (Minecraft Challenge);
  • attività di Pixel Art: RLE (run length encoding); esadecimale; con l’uso di software
  • scambio di cartoline
  • attività sull’intelligenza artificiale
  • competizioni online sulla media literacy
  • attività di sensibilizzazione sulla sicurezza in internet (SID-codifica, invio e decodifica dei messaggi)
  • condivisione di eventi e attività internazionali legate al coding (CodeWeek, Ode to Code)
  • attività legate al Natale
  • meeting e sfide online con Kahoot

Metodologia didattica

Per la realizzazione delle diverse fasi del progetto sono state adottate diverse metodologie, come il problem solving messo in atto attraverso le sfide di coding in cui i bambini, in un contesto di gioco, si sono esercitati a pianificare e seguire delle strategie mentali per semplificare concetti e applicarli alla risoluzione dei problemi. Particolare attenzione è stata data anche ad una delle attività più importanti della programmazione e che costituisce uno degli aspetti più istruttivi del coding: il debugging, ovvero l’individuazione e la correzione dei propri errori. Infine la media education, una metodologia grazie alla quale, attraverso attività educative e didattiche, i bambini sono stati guidati a riconoscere e comprendere la natura e le categorie dei media e le tecniche da loro impiegate per costruire messaggi.

Risultati e valutazione

Tramite le attività svolte i bambini hanno compreso l’importanza della collaborazione, soprattutto grazie ai meeting in cui le classi erano impegnate in sfide di programmazione, codifica e decodifica. Inoltre gli alunni hanno potuto apprendere il valore dell’errore ed esplorare le potenzialità, ma anche i pericoli del web. Personalmente ho rafforzato le competenze in lingua inglese e nell’uso delle TIC grazie anche alla partecipazione, insieme ai partner, a corsi di formazione sul coding e sull’intelligenza artificiale promossi da European Schoolnet Academy. La premiazione del progetto ha contribuito al riconoscimento di eTwinning nel nostro Istituto come una grande opportunità: dal 2018 siamo scuola eTwinning e i progetti eTwinning sono parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa.

Curiosità e aneddoti

Citazione da un alunno: “Mi è piaciuto tutto il lavoro sulle immagini fake…. sicuramente eTwinning mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire che quello che vediamo sul web non è tutto vero. Bellissima la sfida finale con Kahoot con i bambini sloveni, mi sono divertito anche se abbiamo perso“.

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 Fake News

“Fake news” è stato un progetto interdisciplinare che ha permesso di lavorare in team e ha proiettato la scuola in un contesto internazionale dove poter sviluppare le competenze dei futuri cittadini d’Europa, consentendo la collaborazione tra pari e potenziando sia le competenze digitali sia le competenze in lingua inglese degli alunni.

Obiettivi e attività

Obiettivo del progetto è stato trattare il tema della disinformazione nei ragazzi “nativi digitali”, quotidianamente esposti a fake news sui social per rendere i ragazzi più consapevoli e responsabili nella loro diffusione.

Il progetto si è articolato in 5 fasi :

  1. attività di icebreaking con live chat per Safer Internet Day e creazione di logo con votazione del logo del progetto;
  2. ricerca e analisi di materiale autentico di fake news con lezioni teorico-laboratoriali col fine di costruire una mappa collaborativa;
  3. squadre internazionali e confronto in videoconferenza, avviamento alla scrittura collaborativa con riflessione sulle caratteristiche di un articolo e realizzazione di poster di pubblicità progresso per mettere in guardia contro le fake news;
  4. prodotto finale, ovvero la realizzazione di digital magazine con articoli creativi di fake news realizzati dalle squadre internazionali;
  5. fase di valutazione del progetto finale per alunni e docenti e videoconferenza per i saluti finali.

Metodologia didattica

Tutte le fasi del progetto sono state anticipate da brainstorming per il confronto e la condivisione di idee. Alcune lezioni sono state svolte secondo la metodologia Content-based learning. Le attività pratico-laboratoriali più creative sono state realizzate in piccoli gruppi secondo la peer education e il cooperative learning. Si è realizzata inoltre un’interazione continua e costante attraverso tutti i tool del TwinSpace, in particolare i forum.

Risultati e valutazione

Attraverso l’analisi di materiale autentico, l’osservazione di immagini e la ricerca sul web gli alunni hanno sviluppato il proprio pensiero critico e creato collaborativamente articoli di fake news in lingua inglese raccolti in un digital magazine.
Il progetto ha contribuito inoltre a:

  • l’internazionalizzazione della scuola con l’inserimento nel Piano di Miglioramento del Ptof triennale di eTwinning e il coinvolgimento di altri ordini di scuola;
  • la diffusione di buone pratiche con la replicabilità di alcune attività del progetto proposte per Safer Internet Day 2022;
  • la disseminazione sulla stampa locale e attraverso una video conferenza con altra scuola eTwinning del territorio.

Curiosità e aneddoti

Il progetto è stato realizzato in un periodo segnato da momenti di quarantena e dad. Da menzionare l’interazione spontanea da parte degli alunni italiani e francesi attraverso i social (Instagram).

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FRANKestein

Fin dai tempi antichi l’essere umano ha avuto paura di ciò che non conosce e di ciò che non si può spiegare. Dragoni, chimere, mostri marini, bestie e creature varie hanno convissuto nella mitologia, nella letteratura e nell’immaginario popolare in qualsiasi cultura umana. Il progetto ha voluto studiare il significato delle creature mitologiche nelle diverse epoche e come vengono spiegati oggi con pensiero critico e alla luce delle scoperte scientifiche. Il filo conduttore e figura centrale delle attività è stato il personaggio letterario Frankestein e l’impatto che ha avuto nella cultura moderna, questo ha aiutato i ragazzi a capire che ciò che non si conosce può essere studiato, analizzato e messo in discussione, limitando del tutto o in parte gli effetti di diffidenza, paura e timore tipici di una scarsa o errata informazione e conoscenza.

Obiettivi e attività

Il progetto si è proposto di perseguire i seguenti obiettivi:

  • Collaborare, sviluppare creatività 
  • Promuovere l’uso comunicativo della lingua spagnola 
  • Usare i software migliorando la competenza informatica  
  • Imparare a rispettare la Netiquette 
  • Imparare a lavorare in team 
  • Sviluppare competenza sociale e cittadinanza per comprendere la realtà in cui si convive 
  • Sviluppare spirito di iniziativa  
  • Avere atteggiamento di apertura e di  rispetto nelle diverse manifestazioni culturali e artistiche  e culturali 
  • Promuovere la competenza scientifica e l’uso delle conoscenze scientifiche per ampliare le proprie esperienze  
  • Sviluppare il pensiero critico e imparare ad analizzare e valutare
  • Imparare ad imparare, anche in termini di life-long learning activity.

Metodologia didattica

Sono state realizzate molte attività diverse: composizione di gruppi misti formati dai ragazzi appartenenti ai diversi licei; conduzione di ricerche nella letteratura classica; creazione di un museo virtuale; realizzazione di un booktrailer sull’opera classica e la ‘novela’ giovanile “Efecto Frankenstein”; organizzazione di un dibattito finale. Per realizzare le diverse attività sono state impiegate varie metodologie didattiche:  

  • Cooperative learning
  • Peer to peer
  • Clil
  • Lavoro di gruppo
  • Uso del forum
  • Debate
  • Quizziz
  • Concorso di Idee

Risultati e valutazione

Gli studenti hanno usato la lingua spagnola come lingua veicolare, ampliando il proprio vocabolario specifico delle discipline coinvolte (come scienze, arte e letteratura).  Le varie attività hanno consentito agli studenti di utilizzare diversi strumenti software, migliorando le proprie competenze informatiche e imparando a lavorare a distanza. I ragazzi hanno collaborato e si sono impegnati nel raggiungere gli obiettivi prefissati.

Curiosità e aneddoti

La sfida più bella per i nostri ragazzi è stata affrontare il dibattito finale da eseguire in gruppi misti anche se li preoccupava molto perché il dibattito si sarebbe tenuto nella madrelingua dei partner spagnoli. Una ragazza ci disse: “… ma prof. noi non ce la facciamo, loro (e intendeva i suoi compagni spagnoli) parlano la loro lingua, noi COME FACCIAMO?”. La prima cosa che pensammo di dire per incoraggiarla fu: “pensa in maniera semplice, raccogli le idee un attimo e lasciati andare”.  Ebbene…nel questionario di valutazione del progetto molti ragazzi hanno indicato proprio il dibattito come l’attività più soddisfacente e gratificante.  

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Échanger en Francais c’est una chance!  

Il progetto si proponeva l’obiettivo di far imparare il francese agli alunni in modo completamente innovativo grazie a eTwinning.  Le attività hanno seguito la programmazione del primo anno di francese e l’uso del TwinSpace ha sostituito al libro di testo. Le attività sono state pensate per apprendere in modo collaborativo con una didattica “del fare”; sia le lezioni svolte in classe che i compiti assegnati per casa hanno coinciso con le diverse fasi di progetto. Attraverso attività collaborative sono stati realizzati dei prodotti, quali giochi, ebook ed esercizi online che sono stati anche utilizzati per attività di recupero, rinforzo e per ripasso estivo anche per le classi seconde.  Gli alunni hanno lavorato in classe utilizzando LIM e proseguendo con il lavoro a casa tramite i propri dispositivi supportati dai tutorial, questo ha portato un accrescimento delle competenze digitali e a una completa autonomia degli alunni sia nell’uso del TwinSpace che degli strumenti usati. 

Obiettivi e attività

Il progetto è ha avuto una organizzazione temporale che rispecchia l’apprendimento della LS del primo anno, tutte le attività del progetto si sono integrate perfettamente all’interno del curricolo scolastico incentrandosi su una didattica del fare. In particolare il progetto aveva i seguenti obiettivi:

  • Studiare la lingua francese in un contesto di comunicazione reale. 
  • Imparare in modo più creativo con l’uso delle TIC. 
  • Conoscere il modo di pensare di altri giovani coetanei di paesi diversi. 
  • Sviluppare la cittadinanza europea e il sentimento di appartenenza all’Europa unita. 

Metodologia didattica

L’innovazione più significativa è consistita nell’utilizzare il progetto in sostituzione del libro di testo per apprendere una lingua e riflettere sui temi dell’educazione civica. Sono state utilizzate diverse metodologie didattiche nelle varie fasi del progetto:  

  • Project Based Learning
  • Problem solving
  • Peer education
  • Cooperative learning
  • Gamification
  • Learning by doing

Grazie a queste metodologie gli alunni hanno sempre partecipato da protagonisti, sia individualmente sia con attività di coppia e lavori in gruppi transnazionali.

Risultati e valutazione

Il progetto ha permesso agli alunni di apprendere la lingua francese in un ambiente dinamico e innovativo, che ha consentito agli alunni di migliorare progressivamente le competenze scritte e orali in lingua francese sviluppando inoltre molteplici altre competenze, come quelle digitali e civiche. Il gruppo classe e i gruppi di lavoro transnazionali hanno imparato a collaborare e rispettare le scadenze e a ricercare ed elaborare informazioni dal web in maniera sicura e rispettosa del copyright. 
Gli enti locali e regionali, quali l’Alliance française e l’Institut Français, di tutti i paesi partner hanno dato visibilità al progetto e ne hanno riconosciuto il successo. Il progetto ha avuto un’ottima ricaduta anche nell’ambito dell’inclusione e ha visto il coinvolgimento attivo dei docenti di sostegno. Sono stati realizzati inoltre diversi prodotti autentici che potranno essere utilizzati in futuro anche per altre classi e per attività di approfondimento o ripasso. I questionari di gradimento hanno testimoniato una grande soddisfazione sia da parte degli alunni che dei genitori.

Curiosità e aneddoti

Ecco alcune frasi tratte dalle interviste e dai questionari di gradimento:

“Questo progetto mi ha permesso di esprimere la mia creatività, mi sono sempre sentito libero e non giudicato, questo mi ha permesso di imparare più facilmente e in modo migliore” Alunno  

“Questo progetto mi ha fatto sentire protagonista, mi ha permesso di imparare giocando, mi ha fatto conoscere tanti amici europei, mi sento molto fortunata ad aver avuto la possibilità di partecipare a questo progetto” Alunna 

“Trovo il percorso interessante e arricchente per i ragazzi, un modo per mettersi in gioco e mettere in pratica ciò che si è imparato” Genitore

“Bellissima iniziativa, magari averla avuta quando andavo a scuola io!” Genitore

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